Se vuoi sapere dove va l’America, vai in Ohio. Così dice chi la sa lunga di politica. Lo stato, un po’ granaio e un po’ centro siderurgico in via d’estinzione, può essere considerato lo specchio degli Stati Uniti, riprodotti in piccolo nella loro varietà e nelle loro contraddizioni: dalle vecchie glorie industriali di Cleveland ai tanti impiegati della capitale, Columbus, passando per le fattorie nell’area di Cincinnati, nell’Ovest, alle decrepite cittadine dell’acciaio che sorgevano lungo il fiume omonimo, Ohio.

“Nessuno stato riproduce l’umore della nazione alla stessa maniera”, scrive l’Economist. Ed in effetti il candidato alla Casa Bianca che vince l’Ohio diventa il presidente degli Stati Uniti: continua ad accadere dal 1964 ad oggi. Studiando le sue dinamiche, si può prevedere pure come andranno le elezioni di metà mandato. E molti sondaggi sostengono che, per i democratici, quella del 2 novembre sarà una batosta. Dei 18 delegati dell’Ohio alla Camera, sei potrebbero cambiare colore (e al momento sono tutte controllate dai democratici). Il seggio senatoriale, invece, dovrebbe essere mantenuto dai repubblicani, passando da George Voinovich a Rob Portman.

E’ possibile, inoltre, che il partito all’opposizione vinca anche la poltrona del governatore, ora occupata dal democratico Ted Strickland, uno dei politici preferiti dal presidente Barack Obama (si diceva che sarebbe potuto diventare il numero due alla Casa Bianca).
Conquistare l’Ohio, per i repubblicani, sarebbe un gran colpo. Quattro anni fa, nel 2006, Strickland fu eletto con percentuali notevoli: 60% contro 37%. Gli indici di approvazione del governatore, altissimi, sono calati con la recessione, nonostante le politiche d’emergenza approvate in tandem con l’amministrazione di Washington.

Certo, il candidato repubblicano, John Kasich, è stato dirigente della Lehman Brothers, e questo non lo aiuta: l’istituto è stato tra i primi ad affondare per le scelte avventate che hanno provocato la crisi. Kasich, però, può vantare anni passati alla commissione bilancio della Camera, dove preparò una proposta alternativa a quella dell’allora presidente Bill Clinton. La sua ricetta era non alzar le tasse, e mettere mano ai tagli. Esattamente quello che i repubblicani e il Tea Party ripetono da diversi mesi. Il candidato, comunque, non è odiato dalla “classe operaia” dell’Ohio. Anzi, le sue origine croate lo avvicinano ai tanti immigrati europei che lavorano o lavoravano duramente nelle fabbriche siderurgiche. Per di più, Kasich non si può incasella facilmente: spesso ha snobbato i repubblicani a favore di una posizione più centrista e independente. E certamente non arriva agli estremismi del Tea Party.

Per rispecchiare appieno tutte le sfaccettature dell’America, l’Ohio offre due candidati che presentano – entrambi – un’interessante storia personale sulla fede. Ambedue si sono convertiti diventando cristiani evangelici: Strickland in giovane età, Kasich dopo un incidente d’auto che uccise i suoi genitori. Per entrambi la religione è importante. Strickland è un pastore (sposato) che raramente dice messa. Kasich, da parte sua, ha discettato sulla religione in un libro.

In Ohio, comunque, la battaglia è sull’economia, non sulla fede. I democratici stanno lasciando un buco di otto miliardi di dollari e una percentuale di disoccupazione al 10,1%, tra le peggiori del paese. Strickland aveva promesso di azzerarla, ma così non è stato. Il governatore aveva tentato di realizzare in piccolo il “new deal” obamiano, investendo miliardi di dollari in progetti per migliorare le infrastrutture dello stato: 67 milioni di dollari per l’espansione dell’aeroporto di Columbus e la creazione di 810 nuovi posti di lavoro, 2,75 milioni di sconti sulle tasse per l’Airline Junction Rail Project, con l’obiettivo di impiegare circa 893 persone in più. Ha fatto clamore, poi, il piano per alleggerire le tasse alla società indiana Tata Consultancy Service, che dovrebbe portare un migliaio di posti di lavoro aggiuntivi. Un’azienda con sede a Mumbai che crea occupazione negli Stati Uniti: una svolta che potrebbe affascinare gli economisti.

Domenica prossima, Barack e Michelle Obama tenteranno di aiutare il governatore in difficoltà, assicurando che il lavoro e la ripresa arriveranno presto. La “first couple” sarà a Cleveland, città sul lago Eire che è stata classificata tra le più accoglienti degli Stati Uniti ma continua ad avere diverse sacche di povertà. Il presidente si sposterà quindi a Columbus, dove dedicherà un comizio ai giovani che faticano a trovare un’occupazione.

di Matteo Bosco Bortolaso