”Con un’analisi che condivido, l’amico Gianfranco Rotondi ha detto che se negli ultimi due mesi la nostra parte politica ha dato, a volte, un’immagine che non ha entusiasmato, lo si deve ad alcuni errori del partito e non del governo”. Questo un passaggio del messaggio del premier Silvio Berlusconi inviato al convegno ‘La Dc nel Pdl’ in corso a Saint-Vincent, organizzato proprio dal ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.

Rivitalizzare il partito. Sono queste le parole d’ordine del premier, rientrato in anticipo dalla Russia. Il presidente del Consiglio sarebbe dovuto rientrare domani mattina, mentre adesso si trova a Palazzo Grazioli, Roma. Elezione diretta dei coordinatori provinciali e indicazione di quelli regionali (che per statuto sono nominati dal presidente) attraverso un voto ponderato da parte degli eletti in cui, in sostanza, le preferenze dei parlamentari peseranno di più rispetto a quelle dei consiglieri regionali, provinciali o comunali. Il premier passa poi ad elencare le priorità del governo sulle quali “brucerà le tappe”: “Dal Federalismo, alla Giustizia, al Fisco cambieremo questo Paese. E lo faremo attuando una profonda rivoluzione liberale. A guidarci è e sarà sempre un principio per noi irrinunciabile: l’uomo viene prima della società e la società viene prima dello Stato. Nel 2013 noi lasceremo agli elettori un’Italia più liberale”.

Ma le priorità del partito sono diverse secondo altri esponenti del Pdl. L’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, ora europarlamentare del Pdl pone l’accento sulla “questione morale”. ”Se non ci dotiamo di un codice etico, il Pdl è destinato ad implodere”, afferma Albertini in un’intervista al Corriere della Sera , sottolineando, pur da non “finiano”, che il presidente della Camera ha posto argomenti “sacrosanti”. Oltre al codice etico “servono dibattiti interni e congressi, organismi che partano dal basso e selezionino il ceto dirigente per elezione e non per nomina”.