“Non abbiate paura di raccontare le vostre difficoltà, i vostri dubbi e i vostri desideri a chi si ama veramente e può indicarvi una strada sicura e donarvi un consiglio. Non chiudetevi nella solitudine che può diventare pericolo e angoscia”. Così, nello stadio di Avitrana, don Dario Di Stefano il parroco della chiesa di san Giovanni Battista che con don Tommaso Fizzarotti ha celebrato il rito funebre per Sarah Scazzi, la quindicennese strangolata il 26 agosto scorso dallo zio Michele Misseri. “Tra poche ore il cielo diventerà scuro, ma siamo certi che brillerà una nuova stella di nome Sarah”.

La bara bianca coperta da fiori bianchi è portata dalla camera ardente dell’auditorium di Avetrana allo stadio comunale con un corteo a cui hanno partecipato quasi seimila persone, tra cui molti ragazzi che portavano i fiori o palloncini bianchi. La madre, Concetta Serrano Spagnolo, dopo essere stata a lungo nella camera ardente, non è riuscita a seguire il corteo e si è presentata sul palchetto dello stadio, dove ha ricevuto alcuni messaggi di solidarietà. Poi ha lasciato il luogo prima del marito Giacomo e al figlio Claudio. Per la cerimonia, che si è svolta con rito cattolico, è stato concesso il nulla osta dalla Chiesa: Sarah non era stata battezza in quanto la madre fa parte della comunità dei testimoni di Geova.