Angiola Tremonti è la sorella del ben più noto ministro dell’Economia. Scultrice priva di talento e di un linguaggio proprio, espone i suoi lavori in questo periodo a Milano in una mostra curata da Luca Beatrice alla Galleria d’Arte Moderna. Passando in via Palestro fino a metà ottobre si potranno notare alcune presenze inquietanti nel cortile della Galleria d’Arte Moderna: sono le sculture della Tremonti, sagome di donne metalliche, forme allungate le cui braccia levate verso il cielo, nel gesto si trasformano in una sorta di rami contorti. Si tratta di opere in bronzo ed acciaio di grandi dimensioni. La scultrice esprime il proprio mondo fantastico, corpi femminili e figure fiabesche, ma le sue opere mancano di essenzialità e di raffinatezza nella forma finendo per assomigliare a manichini pronti per allestire una vetrina. C’è poi la prima sala della Gam che ospita un assembramento di altre sculture dove l’autrice rivela uno stile completamente diverso dando l’impressione di una maldestra imitazione di Alberto Giacometti. Nella sala accanto troviamo anche tre donne crocifisse. L’idea di esprimere creativamente il disagio della condizione femminile sarebbe anche affascinante ma l’esito è sconfortante: piccole donne metalliche appese alle loro croci, con le solite braccia ramiformi, una di loro brandisce una padella e tutte e tre sono sfiorate da una sorta di fili di lana che finiscono su un sottostante tappeto, il tutto sfocia in una specie d’installazione che è il trionfo della banalità e del cattivo gusto.

Quella di cui abbiamo dato solo qualche pennellata è la mostra con la quale la Gam ha inaugurato la stagione artistica 2010/2011. E’ indubbiamente una scelta molto positiva proporre l’arte contemporanea nella cornice affascinante della Villa Reale che ospita la Galleria d’Arte Moderna con le preziose opere antiche che custodisce. L’operazione già sperimentata in altre occasioni ha il pregio di far sì che le opere si valorizzino reciprocamente e risalti così l’attualità e la trasversalità dell’arte nel tempo. Opere antiche dialogano con quelle contemporanee, però la condizione che permette la riuscita dell’operazione è che si tratti di scelte contemporanee di qualità. In questo caso siamo di fronte ad opere che lasciano senza parole per il loro scarso valore. Ci si domanda quali criteri abbiano guidato l’amministrazione in una proposta che rivela provincialismo e incompetenza. Si tratta lo ricordiamo di una mostra prodotta da Palazzo Reale e dalla GAM col patrocinio di Regione e Provincia e quindi coi soldi dei cittadini.

Scelte di questo tipo la dicono lunga sulla qualità della politica culturale che ci viene propinata in una città come Milano, che vorrebbe avere, nelle intenzioni della sindaca Moratti e del suo assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory uno sguardo ed un respiro internazionale, anche in vista dell’Expò che viene costantemente tirato in ballo anche a sproposito. In realtà la vicenda non è l’unico sintomo di proposte inadeguate e tanto più inaccettabili alla luce del fatto che vi sono artisti bravissimi, protagonisti di ricerche autentiche ed inseriti in contesti internazionali con esiti ottimi che meriterebbero l’attenzione delle istituzioni”.

CHI E’ TIZIANA RICCI: Giornalista di Radio Popolare, esperta d’arte, conduttrice della trasmissione di arti visive “I Girasoli”