In Italia, un Nobel come il professor Edwards sarebbe un fuorilegge per lo Stato e uno sterminatore di vite umane per il Vaticano.

La sua responsabilità: fare ricerca secondo scienza e coscienza in materia di fecondazione assistita e cellule staminali.

Edwards è un simbolo, perché è un incredibile testimonial di come la scienza possa aiutare la vita umana. Aiutare chi non può avere figli, evitare malattie invalidanti, è cosa popolare e immediatamente percepibile dall’opinione pubblica.

Per questo il Vaticano deve metterlo all’indice, insinuare il dubbio che siamo davanti ad un criminale, ad uno scienziato nazista.

Per il Presidente della Pontificia accademia per la vita, Edwards ha causato con le sue ricerche la morte di milioni di embrioni, definiti vite umane nascenti.

Basta vedere il linguaggio: in riferimento agli embrioni si parla di “morte”, di “vita umana”.

D’altronde il Vaticano fa il suo mestiere, quello di uno Stato assoluto e confessionale.

Andiamo allora ad approfondire come sia possibile che, a fronte del riconoscimento unanime della comunità scientifica e dell’opinione pubblica internazionale, in Italia ci ritroviamo una anomalia mondiale come la legge 40 che vieta le sue scoperte e la sua ricerca.

Cosa è accaduto per imporci una legislazione medievale sui temi detti etici?

Non abbiamo certo una opinione pubblica ferma su posizioni oscurantiste.

È l’assenza di democrazia che ha permesso alle spinte clericali di saldarsi con gli interessi della partitocrazia per imporre proibizione e divieti.

Prima con la legge 40/2004, approvata nel silenzio dei mass media dopo che nella campagna elettorale i candidati premier Berlusconi e Rutelli avevano affermato che i temi di Luca Coscioni, allora capolista Radicale in tutte le circoscrizioni, fossero solo un problema di coscienza.

Poi con il sabotaggio del referendum abrogativo, quando il combinato disposto di Corte costituzionale e informazione di regime nascosero agli italiani la vera partita che era in gioco: la stessa dei referendum sul divorzio, sull’aborto, una questione sociale e non una questione tecnica, di bioetica o non so quale altra stregoneria.

Se radio e tv cancellano per anni notizie e approfondimenti sul progresso della scienza e le sue applicazioni, e poi tutto insieme parlano per 20 giorni del referendum che voleva abrogare la legge 40 prefigurando clonazioni umane (come dimenticate le puntate di Porta a Porta sulle clonazioni umane dei raeliani! A proposito, ce l’hanno fatta a clonare l’uomo? Chi vede Vespa glielo chieda), siamo davanti ad altro…

Vaticano, chi legge questo blog conosce le mie convinzioni a riguardo, significa potere economico, finanziario, politico, mediatico. Le stesse cose che governano le scelte delle oligarchie che dominano i partiti italiani.

Vaticano e Partitocrazia vanno a braccetto, si scambiano favori, e tra i due è sicuramente il primo ad avere il coltello dalla parte del manico. Si pensi al finanziamento pubblico che entrambi riescono a rubare ogni anno dalle tasse dei contribuenti: 250 milioni di euro i partiti tutti insieme, 1 miliardo di euro la Cei da sola.

Se non si aprirà un confronto sul perché in Italia abbiamo la folle legge 40 (peraltro via via smontata dai tribunali), se non si considererà l’analisi che individua nella distruzione delle leggi e delle regole democratiche – oltre che allo strapotere neoclericale – la principale causa di questo nostro arretramento su diritti e libertà civili, altre involuzioni illiberali aspettano il nostro Paese.

Ad esempio quelle annunciate dall’Agenda Sacconi e messe in programma da Berlusconi su aborto, fine vita, ricerca scientifica.

Insomma, nel silenzio dei più, dall’Agenda Coscioni siamo passati all’Agenda Sacconi.