Oltre 12mila firme in una settimana. Sono questi i numeri della petizione per le dimissioni di Augusto Minzolini dalla direzione del Tg1. Il tutto è accompagnato dalle note del Waka Waka di Shakira, ma con un testo diverso che fa: “Ti prego Minzolini, lo sanno anche i bambini, che ti dicono ‘oh oh, ora esageri’. Dice Masi che non si fa nemmeno in Africa”. È l’ultima iniziativa di “Valigia Blu”, un “movimento d’opinione” che si batte “per la dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini”. “Sono stata ispirata da una versione ballata da alcuni francescani, un ballo allegro, coinvolgente e pacifico”, spiega Arianna Ciccone, fondatrice del movimento.

Per quanto spensierate siano la canzone e la danza, l’intento si coglie dalla strofa che fa “Lascia il lavoro, ridacci la Busi”: far dimettere Minzolini. I motivi sono espressi nella pagina web della petizione (presente anche su Facebook): “Invitiamo i cittadini che non hanno più fiducia in questo modo di fare informazione del Tg1 a sottoscrivere la nostra richiesta di dimissioni. Non vogliamo più assistere inermi al disfacimento della storica testata del Tg1, che perde sempre più, ogni giorno che passa, autorevolezza e credibilità”.

La raccolta di adesioni va meglio del previsto: “Abbiamo superato oggi le 12 mila firme, 2000 in più rispetto all’obiettivo che ci eravamo fissati per l’8 ottobre”, spiega Ciccone. In quel giorno i membri del movimento e i cittadini che ne condividono la causa andranno in viale Mazzini a replicare il “Waka Waka” in occasione della consegna delle firme. Con loro ci sarà anche l’associazione “Articolo 21”. “Se già riusciamo a far partecipare 30 o 40 persone abbiamo raggiunto lo scopo di rappresentare i firmatari della petizione”, afferma, annunciando che: “All’evento dell’8 ottobre ci sarà una sorpresa”.

In passato “Valigia Blu” aveva raccolto circa 208 mila firme per chiedere al Tg1 la rettifica della notizia sulla prescrizione di David Mills, spacciata invece come un’assoluzione. Le firme erano state portate negli uffici Rai in alcuni valigie di colore blu.

Andrea Giambartolomei