Una barca, con scritte arabe, arenata sulla spiaggia di Latina. La prima volta che il Lazio riceve, sul suo litorale, un barcone della speranza. Un fatto inusuale, inaspettato, a detta del comandante della capitaneria di porto di Anzio, Antonio Cilento. Stamattina un peschereccio palestinese con a bordo circa 60 clandestini è sbarcato in località Capoportiere, nella cittadina laziale. Undici di loro, egiziani e tunisini, nove adulti e due ragazzi minorenni di 14 e 16 anni, sono stati individuati in tarda mattinata sulla spiaggia e in alcune vie. Nella sede dei carabinieri di Anzio è in corso la loro identificazione.

Le segnalazioni sono partite da un pescatore che ha avvisato i carabinieri e da un peschereccio italiano che ha avvisato la guardia costiera dopo aver visto l’imbarcazione in difficoltà. I carabinieri, la guardia di finanza e le motovedette della guardia costiera sono impegnati nelle ricerche in mare e a terra degli altri clandestini sbarcati e un elicottero della Finanza è pronto a intervenire per perlustrare un ampio tratto di mare davanti al litorale di Latina.

“Gli immigrati si erano dispersi – ha spiegato il maggiore Emanuele Gaeta, comandante della compagnia dei carabinieri di Anzio -, ma siamo riusciti a individuarli in poco tempo e ora stiamo svolgendo l’attività di identificazione. Per quanto ci riguarda abbiamo individuato solo uomini più i due bambini”. Anche la Croce rossa italiana è intervenuta per fornire assistenza sanitaria, supporto psicosociale e mediazione culturale in lingua araba: “La notizia dello sbarco di migranti – ha dichiarato il Commissario straordinario di Croce rossa italiana, Francesco Rocca – tra cui anche alcuni minorenni, in provincia di Latina ci deve far riflettere: le rotte dell’immigrazione stanno cambiando ed è un fenomeno che va analizzato, compreso e non sottovalutato”.

Lo sbarco è abbastanza strano. Per le forze dell’ordine l’arrivo dei clandestini a Latina, primo caso registrato nel Lazio, potrebbe essere stato organizzato e pianificato da un’organizzazione. Ad alimentare quest’ipotesi ci sono i pacchi contenenti vestiario e viveri, ma anche il ritrovamento di un gommone rubato tre giorni fa nel capoluogo pontino. Si ipotizza che molti degli immigrati a bordo del peschereccio potrebbero essersi allontanati utilizzando altri gommoni. Alcuni degli immigrati sono stati trovati ad Anzio, dove una pattuglia ha visto un primo gruppetto di stranieri su via Fanciulla d’Anzio, nei pressi del parco archeologico della Villa di Nerone. Di lì il controllo che ha permesso di appurare che non parlavano italiano e non sapevano neppure esattamente dove si trovavano. Poco dopo in via Ardeatina ne sono stati trovati altri.

“Non si escludono aiuti e trasporti a terra – spiega il tenente colonnello Pierluigi Rinaldi del comando dei carabinieri di Latina – Lo sbarco è avvenuto presumibilmente intorno alle 3 del mattino e noi abbiamo avuto le prime segnalazioni intorno alle 6. La distanza tra Capoportiere ed Anzio non è eccessiva. Comunque sono in corso indagini per capire come sia avvenuto lo sbarco e la dispersione degli immigrati sul territorio”.