“Queste invettive contribuiscono solo ad alimentare un clima di tensione che nuoce al Paese e si trascurano del tutto le reali emergenze del sistema giudiziario”. Lo afferma l’Associazione nazionale magistrati a proposito delle esternazioni del premier sulla giustizia. “Addirittura, oggi, secondo Berlusconi l’intera magistratura italiana, fino alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sarebbe parte di un’associazione a delinquere diretta a sovvertire l’ordinamento democratico dello Stato. E’ paradossale – prosegue l’Anm – che una carica dello Stato compia un’opera di delegittimazione e discredito di tale portata nei confronti di un’istituzione che, invece, dovrebbe essere supportata nell’azione di contrasto alle diverse forme di criminalità”.
Una risposta contraria alle accuse di Berlusconi giunge anche da Oreste Dominioni, presidente dell’Unione delle camere penali italiane (in congresso da oggi a Palermo), “La mia risposta alla domanda se esista un’associazione a  delinquere in magistratura è negativa”. Dominioni precisa che “tutt’altra cosa è un’analisi che possa far  rilevare che ci sono correnti o meglio raggruppamenti che si  cimentano tra loro per legare plurime iniziative giudiziarie”, ragione per qui “c’è bisogno – conclude il leader dei penalisti- di riforme per rimediare situazioni di oggettivo squilibrio  nell’attività politica e giudiziaria”.

“Un’indebita e anomala intromissione nella vita politica e istituzionale”, afferma il ministro della cultura Sandro Bondi: “L’Anm non ha ancora capito che chi ha ricevuto da libere elezioni il mandato di governare l’Italia oppure di svolgere un mandato politico, ha non solo il diritto ma il dovere di esprimere pubblicamente la propria opinione in materia di amministrazione della giustizia”. In questo ambito rientra anche il compito di “denunciare lo stravolgimento, ad opera di alcuni magistrati politicizzati che vengono meno ai propri uffici, dei principi su cui si fonda un corretto e armonico equilibrio tra il potere democratico e quello giudiziario”.