Nel luglio scorso ho presentato alla Commissione Europea un’interrogazione scritta relativa al danno economico della mafia a livello Ue e ai provvedimenti legislativi per il contrasto delle relative attività illecite. Tra le altre cose ho chiesto alla Commissione:

– l’introduzione a livello Ue del reato di associazione mafiosa, già esistente in Italia;
– di intervenire tempestivamente con una normativa comune in materia di sequestro e confisca di beni riconducibili, direttamente o indirettamente, alla mafia e/o provenienti da attività illecite condotte da organizzazioni di stampo mafioso;
– di intraprendere immediatamente uno studio approfondito e specifico relativo agli impatti economici delle mafie a livello Ue, evidenziando le zone maggiormente interessate dalla presenza di gangli mafiosi e che rappresenti la base per un contrasto efficace di tali forme di criminalità organizzata.

Reputo di importanza capitale per la conoscenza e per la lotta alla criminalità organizzata a livello europeo la risposta del 24 settembre da parte della Commissione (commissario Cecilia Malmström). Scrive infatti la Commissione che

è consapevole del fatto che le organizzazioni di stampo mafioso basate in Italia sono coinvolte in quasi tutti i tipi di attività illegali e che, sebbene le loro roccaforti si trovino nell’Italia meridionale, esse hanno sviluppato ramificazioni in molti, se non in tutti gli Stati membri dell’Ue.

Queste parole sono fondamentali perchè riconoscono pienamente la caratteristica transnazionale o globale del fenomeno mafioso. Nella nota l’on. Malmström scrive ancora che

la Commissione sta preparando una valutazione d’impatto sulla fattibilità e sull’opportunità di un’eventuale rifusione del quadro giuridico dell’Ue in materia di confisca, al fine di razionalizzare e intensificare le azioni di confisca e la cooperazione tra gli Stati membri. Nel 2011 è prevista una proposta legislativa. Le misure in vigore hanno già un’incidenza diretta sui beni delle associazioni mafiose e, in particolare, permettono alle autorità competenti di uno Stato membro di bloccare e confiscare i beni delle organizzazioni criminali detenuti in un altro Stato membro.

Inoltre, nell’ambito del Piano d’azione di Stoccolma la Commissione intende raccogliere statistiche su determinati settori della criminalità: riciclaggio, criminalità informatica, corruzione e tratta di esseri umani. Alla fine del 2010 sarà proposto un nuovo piano d’azione 2011-2015 relativo all’elaborazione di statistiche sulla criminalità e sulla giustizia penale. Infine, tramite il programma “Prevenzione e lotta contro la criminalità” (ISEC)1 la Commissione offre finanziamenti sia agli Stati membri, sia a enti privati che presentino proposte di progetti.

Reputo che queste linee di intervento della Commissione Europea vadano esattamente nella direzione auspicata da me e da tutti quei cittadini che vorrebbero l’Europa maggiormente esposta nella lotta alle mafie. Credo che l’Italia, nonostante la costante opera di demolizione per mano del Governo, abbia la migliore legislazione antimafia in Europea e credo che una refusione efficace del quadro giuridico debba tenere conto dell’esperienza italiana e debba arricchirsi della consulenza dei giuristi e dei magistrati italiani impegnati in prima linea; come non pensare ai procuratori ed ai sostituti di Palermo, Caltanissetta e Firenze.

Anche alla luce di questa risposta da parte della Commissione, ritengo sempre più indifferibile l’esigenza che il Parlamento Europeo predisponga una relazione sulla lotta dalla criminalità organizzata a livello Ue, così come da me richiesto dall’inizio della legislatura perchè prima di ogni altra cosa servono dati e circostanze certe per poi poter affrontare di petto il fenomeno mafioso.

I tempi sono ormai finalmente maturi per affrontare anche in Europa la lotta alla mafia; in occasione di questo piccolo ma fondamentale passo il mio pensiero va oggi, vi prego di concedermelo, a tutti i familiari delle vittime innocenti della mafia.