Dopo una estate di veleni e dossier, ieri in Parlamento ho espresso un No simbolico di solidarietà a Gianfranco Fini, contro una visione arrogante e prepotente della politica.

Una visione aziendale e ‘proprietaria’, emanazione diretta e non più tollerabile del berlusconismo.

Il mio voto contrario alla fiducia a Berlusconi non mette in discussione la mia piena condivisione della linea portata avanti da Fli, linea che ho contribuito a determinare, per contrastare pericolosi disegni egemonici sul Parlamento, caratterizzati dalla compravendita di deputati, operazione grave ma pateticamente fallita.

In questi mesi in Parlamento e nel paese abbiamo ridato fiato e speranza ad un nuovo racconto della politica che andasse oltre schematismi mentali e culturali striminziti e oramai insignificanti, parlando nuovamente all’Italia di valori e progetti, diritti e opportunità.

Dobbiamo essere soddisfatti per esser diventati protagonisti di una fase politica nuova che adesso però va caratterizzata da una azione legislativa coerente e attenta alla coesione sociale della nazione, alla legalità, ai diritti civili, ai giovani.

In questo scenario Generazione Italia è lo strumento imprescindibile per la creazione di una rete movimentista e flessibile in grado di rappresentare l’anima di questo nuovo e ambizioso progetto politico.

Al di là quindi del valore simbolico e politico del mio No alla fiducia, Fli ieri ha espresso l’unica posizione in grado di darle centralità parlamentare, aprendo una nuova stagione della politica italiana.