Era stato licenziato da circa un anno Vincenzo Di Somma, il lavoratore dell’indotto di Fincantieri ritrovato impiccato la scorsa notte a Castellammare di Stabia (Napoli). E’ quanto rende noto Giovanni Maresca, delegato Rsu Uilm della Fincantieri di Castellammare. Maresca ha spiegato di aver appreso la notizia mentre stava raggiungendo l’incontro con i delegati dei metalmeccanici in corso di svolgimento a Napoli. L’uomo, che lavorava per la società ‘Dnr’, era sposato ed aveva dei figli. Il sindacato è molto cauto nel mettere in relazione il suicidio con la crisi della Fincantieri.

L’uomo è stato ritrovato in un garage, non si sa se di sua proprietà o di altre persone. “La crisi mondiale di Fincantieri sta facendo pagare a Castellammare un prezzo più alto rispetto agli altri stabilimenti”, ha commentato Maresca che ribadisce l’urgenza di un intervento del Governo. Meno cauta, al contrario, la rappresentante dell’Ugl Laura De Rosa che nel ribadire lo sciopero generale di domani ha detto: “Un operaio dell’indotto si è suicidato impiccandosi dopo aver perso il posto di lavoro. I nostri sentimenti di cordoglio e vicinanza ormai non servono più ai familiari di una persona sopraffatta dall’impossibilità di fare fronte alle proprie responsabilità, in mancanza di un’occupazione”. Secondo la sindacalista “per evitare il ripetersi di simili tragedie e per dare a questo settore la stessa dignità attribuita al Gruppo Fiat, è necessario che Palazzo Chigi si faccia promotore di un patto tra governo, regioni, aziende e sindacati per il rilancio della cantieristica, per rendere effettivi tutti quegli impegni istituzionali e aziendali fino ad oggi rimasti sulla carta e per predisporre un vero piano industriale”.

Durissima invece la reazione di un cugino di Di Somma: “E’ vero, aveva lavorato per anni – dice – in un’azienda dell’indotto della Fincantieri di Castellammare di Stabia, ma, dopo quell’esperienza, aveva anche lavorato in un supermercato della zona. E’ scandaloso quanto detto dai sindacalisti, forse c’era un disagio anche sul fronte lavorativo ma era divorziato e, probabilmente, la causa principale non era il lavoro” conclude l’uomo.