Il Comitato di redazione del Corriere della Sera ha proclamato due giorni di sciopero a seguito di una dura lettera rivolta ai giornalisti di via Solferino, in cui viene loro richiesto di accettare dei cambiamenti nelle mansioni professionali (in particolare legate al web). Il Cdr ha definito “irricevibile” la lettera e, dopo un’assemblea convocata d’urgenza ha proclamato due giorni di sciopero (il giornale non sarà in edicola venerdì e sabato) più ulteriori cinque giorni ”per rispondere all’attacco che il direttore ha mosso contro le tutele e le regole che garantiscono la libertà del loro lavoro e, di conseguenza, l’indipendenza dell’informazione che il giornale fornisce”.

Ma qual è il contenuto di questa lettera del direttore? Ferruccio De Bortoli dice che “è finita l’era del piombo” e indietro non si torna. “Bisogna ricontrattare quelle regole che in alcuni casi sono autentici privilegi, rese obsolete dalla multimedialità, mentre si sta completando una ristrutturazione dolorosa ma necessaria che non ha messo però in cassa integrazione diretta alcun collega, com’è avvenuto in tutte le altre testate. Non e’ più accettabile – scrive – che parte della redazione non lavori per il web o che si pretenda per questo una speciale remunerazione. Non e’ piu’ accettabile che perduri la norma che prevede il consenso dell’interessato a ogni spostamento, a parita’ di mansione”, ma anche ”non e’ piu’ accettabile che i colleghi delle testate locali non possano
scrivere per l’edizione nazionale, mentre lo possono tranquillamente fare professionisti con contratti magari per giornali concorrenti. Non e’ piu’ accettabile l’atteggiamento, di sufficienza e sospetto, con cui parte della redazione ha accolto l’affermazione e il successo della web tv. Non e’ piu’
accettabile, e nemmeno possibile, che l’edizione I pad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere della Sera. Non e’ piu’ accettabile la riluttanza con la quale si accolgono programmi di formazione alle nuove tecnologie. Non e’ piu’ accettabile, anzi e’ preoccupante, il muro che e’ stato eretto nei confronti del coinvolgimento di giovani colleghi. Non e’ piu’ accettabile una visione cosi’ gretta e corporativa di una professione che ogni giorno fa le pulci, e giustamente, alle inefficienze e alle inadeguatezze di tutto il resto del mondo dell’impresa e del lavoro”. Per tutto questo, de Bortoli chiede al Comitato di redazione, a cui la lettera si rivolge, di sedersi ”attorno a un tavolo,chiedendo all’azienda di assumersi le proprie responsabilità.

“Il Corriere della Sera – si legge nella nota del Cdr – domani e dopodomani non sarà in edicola e, nelle stesse giornate, il suo sito Corriere.it non verrà aggiornato. Invitati a un tavolo di trattativa sulla multimedialita’, i componenti del Cdr non hanno trovato nemmeno un inizio di confronto, ma soltanto una lettera nella quale il Direttore sanciva, fra l’altro, che ‘l’insieme degli accordi aziendali e delle prassi che hanno fin qui regolato i nostri rapporti sindacali non hanno più senso. La lettera elencava gia’ i risultati che una pseudo-negoziazione. Il Cdr e i giornalisti del Corriere della Sera – conclude la nota – chiedono che il Direttore riveda una posizione pregiudiziale che per la redazione e’ irricevibile e torni a un confronto rispettoso dei rapporti sindacali”.