L’avvocato penalista Piergiorgio Manca è stato gambizzato poco dopo le 20 mentre si trovava nel suo studio in via Ruggero Fauro, in zona Parioli a Roma. Due uomini a bordo di uno scooter hanno raggiunto lo studio e dopo essere entrati hanno colpito il professionista ad una gamba con un’arma da fuoco. I due sono riusciti a fuggire facendo perdere le loro tracce.

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, Manca è stato ferito all’altezza dell’inguine, poco sopra la coscia destra. L’avvocato è stato ricoverato al policlinico Umberto I e le sue condizioni non sarebbero gravi. L’avvocato sarebbe stato avvicinato appena uscito dal suo studio di via Sauro al quartiere Parioli da due persone che indossavano dei caschi. Tra i tre ci sarebbe stata prima una discussione e poi una piccola colluttazione. Improvvisamente uno dei due ha estratto una pistola e ha sparato due colpi. I due sarebbero poi fuggiti a bordo di uno scooter. I carabinieri starebbero ascoltando alcuni testimoni e hanno avviato già accertamenti tecnici in via Sauro alla ricerca di eventuali bossoli della pistola usata dai due aggressori. Appena sarà possibile gli investigatori dell’Arma ascolteranno anche l’avvocato ferito.

Avvocato di lungo corso, Manca ha una lunga esperienza come difensore in processi eccellenti, in particolare quelli legati alla criminalità romana. E’ stato difensore nel procedimento giudiziario per il rapimento di Giuseppe Soffiantini e nel processo per l’omicidio dell’ispettore dei Nocs, Samuele Donatoni. Il penalista ha partecipato, nel 1998, in qualità di testimone al processo svoltosi a Perugia per la morte del giornalista Mino Pecorelli. Il professionista è, inoltre, uno dei legali del commercialista Marco Iannilli. Iannilli, figura chiave dell’inchiesta della Procura di Roma su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro che vede coinvolti ex manager delle società Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Iannilli è, inoltre, legato all’ex consulente di Finmeccanica, Lorenzo Cola.

Nel corso degli interrogatori il commercialista ha ricostruito ai magistrati la vicenda Digint: la società informatica che ha messo in contatto Finmeccanica con l’imprenditore Gennaro Mokbel, ritenuto uno degli ideatori della maxitruffa. Il commercialista difeso dall’avvocato gambizzato questa sera a Roma ha, inoltre, spiegato agli inquirenti il flusso di denaro (quasi 8 milioni di euro) partito da Singapore e Hong Kong e transitato su un conto di San Marino per poi finire in Svizzera. Secondo chi indaga si tratta di denaro che Mokbel ha versato a Cola, tramite bonifici per l’acquisto di Digint e che Iannilli ha trasferito in Svizzera trattenendo per sè il 10%.