Non solo Adro. La polemica contro il Sole delle Alpi si estende nel nord Italia anche in altre due province lombarde dove il simbolo, registrato all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi nel 1999 dalla società editoriale Nord Scarl (che controlla gli organi informativi della Lega), orna due opere pubbliche: il ponte pedonale di Castronno, in provincia di Varese e il monumento ai caduti di Drezzo, in provincia di Como.

A Castronno, nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 settembre, qualcuno ha imbrattato con vernice rossa e nera i due soli delle Alpi scolpiti nella lastra di granito sul ponte all’ingresso del paese. Il 13 luglio scorso la giunta guidata dal leghista Luciano Grandi, per riparare i danni al passaggio pedonale fatti a fine giugno da un camion, aveva deliberato la sistemazione con lavori “di somma urgenza”. A questa decisione il sindaco e gli assessori hanno fatto seguire un’altra delibera per effettuare una “finitura estetica” e far eseguire alla Saimp srl di Tradate “la scritta ‘Castronno’ affiancata, in entrambi i lati, dal simbolo ‘il Sole delle Alpi’”, simbolo che – specifica il documento – “è un motivo ricorrente nei monumenti o rappresentazioni decorative dell’area insubrica, quale stemma bene augurante che rappresenta il sole”.

Meno di un mese dopo il ponte era sistemato e ornato dai due simboli tipici della bandiera della Padania. All’epoca Grandi aveva minimizzato, in una dichiarazione al sito Varesenews: “Il Sole delle Alpi? non è mica il simbolo della Lega. Abbiamo semplicemente colto l’occasione per abbellire il ponte, così abbiamo messo due simboli ‘ben auguranti’. Sono fiori delle Alpi, non c’entrano con la Lega, ma se il problema sono i soldi pubblici non abbiamo nessun problema a pagare la targa, si tratta di una cifra di 200 euro, ‘noi’ siamo disposti a pagarla personalmente”. Spiegazioni non soddisfacenti per l’opposizione di Castronno: critiche dalla lista civica “Consenso civico”, che boccia la scelta del simbolo, mentre la lista vicina al Pdl “Io per Castronno”, si chiede chi abbia pagato la lastra decorativa.

È una “furia iconoclasta che sta prendendo piede”, secondo Stefano Candiani, segretario provinciale della Lega e sindaco di Tradate, che ha reso una dichiarazione al quotidiano La Provincia di Varese: “Temo seriamente di dover mettere un paio di guardie a tutela della chiesa del Crocifisso di Tradate, sulla cui cuspide da secoli ci sono ben quattro soli delle Alpi”.

A Drezzo, in provincia di Como, a muoversi è Ernesto Maltecca, presidente provinciale dell’Associazione Combattenti e Reduci d’Italia, che vuole la rimozione del sole delle Alpi dal cancello attorno al monumento dei caduti nella piazzetta intitolata a Gianfranco Miglio: “È inconcepibile collocare un simbolo di parte in una struttura che rappresenta l’Unità d’Italia”. A lui si è aggiunto anche Renzo Marzorati, a capo del gruppo degli Alpini. Il primo cittadino Cristian Tolettini, invece, dice che il simbolo sulla cancellata è ormai patrimonio storico del paese.