Il sindaco di Riomaggiore Gianluca Pasini e il presidente del Parco delle Cinque Terre Franco Bonanini sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla squadra mobile di La Spezia e coordinata dalla procura spezina per una serie di reati contro la pubblica amministrazione.

Secondo quanto si apprende, le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla truffa ai danni dello Stato, dal falso all’abuso d’ufficio. L’indagine della squadra mobile della Spezia, coordinata dal procuratore capo Monteverde e dal pm Lottini, ha preso il via nei primi mesi del 2010. Oltre al primo cittadino di Riomaggiore Gianluca Pasini e Franco Bonanini, presidente del Parco – dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1997 – sono stati arrestati anche il comandante della polizia locale di Riomaggiore e il capo dell’ufficio tecnico. Complessivamente sono state emesse 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 4 agli arresti domiciliari.

Bonanini, 58 anni, nato a Riomaggiore, e’ stato nominato presidente del parco per 2 volte consecutive a partire dal 1999, fin dalla istituzione del Parco Nazionale e della relativa area protetta. E’ stato anche membro della giunta esecutiva della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi) e ha fatto parte del direttivo nazionale di Legambiente. E’ stato sindaco di Riomaggiore dal 1990 e prima ancora presidente della cooperativa agricola Agricoltura delle Cinque Terre. Due anni fa era stato candidato nelle liste del Pd per il Parlamento Europeo.

Secondo quanto appreso, già a primavera, sulla scorta di alcune denunce e lettere anonime, erano state effettuate le prime perquisizioni di uffici comunali, del Parco e di alcuni professionisti privati collegati a pratiche edilizie. Le indagini poi sono proseguite senza altri apparenti atti fino agli arresti che sono stati effettuati stamani poco dopo l’alba.
Tra i reati contestati a vario titolo al sindaco di Riomaggiore Gianluca Pasini e al presidente del Parco delle 5 Terre Franco Bonanini anche l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e alcuni episodi di concussione.

Una sorta di autodifesa da parte di Bonanini compare in una lettera pubblicata stamani dal Corriere della Sera nello spazio “Interventi e Repliche”. Il presidente del Parco contesta “alcune inesattezze” riguardo a un articolo pubblicato il 26 settembre e intitolato ‘I veleni del Corvo delle Cinque Terre’. Secondo il presidente del parco non sarebbe vero che la Procura “ha messo sotto la lente tutta la gestione del parco” perché – scrive Bonanini – la Procura di La Spezia sta indagando su aspetti civilistici e privati di alcune persone con le quali l’Ente Parco nazionale delle Cinque terre non c’entra assolutamente nulla” e “nessuna acquisizione di documenti riguarda direttamente l’Ente Parco”.

“Il sottoscritto – prosegue la lettera di Bonanini – non è accusato di falso in atto pubblico, né tantomeno è stato condannato a pagare alcuna cifra ma, nella qualità di privato cittadino, semplicemente, ha ricevuto un avviso di garanzia in quanto (…) alcuni passaggi amministrativi relativi alla ristrutturazione della propria abitazione, anche in previsione dell’imminente trapianto di fegato, erano stati condotti dal figlio incaricato di seguire la pratica il quale poi ne è divenuto l’effettivo proprietario”.