Ho bisogno di condividere con qualcuno una sensazione terminale… che tutto sia perduto. Ho visto le immagini delle strade di Napoli sommerse dai rifiuti. Ho ascoltato un breve scontro (a Blob) fra Fassino e nonmiricordochi: la monnezza c’era anche col centrosinistra. Con Bassolino arrivava ai balconi del primo piano. No, c’è più monnezza col centrodestra…

Ho ascoltato per il ventesimo o trentesimo giorno consecutivo parlare dell’appartamento di Montecarlo. Vari esponenti della classe dirigente insultavano altri esponenti della classe dirigente. Colpi bassi, denunce, insinuazioni. Altri esponenti della classe dirigente , accalorandosi, criticavano i precedenti ripetendo la stessa frase. Più o meno:  “qui ci si occupa di killeraggio mediatico e nessuno pensa ai problemi degli italiani”. La ricerca spasmodica di fare bella figura, di sembrare migliori di quello che si è,  davanti a “ Gli italiani, i cittadini”. Noi. Tutti vorrebbero salvarci dal disinteresse di tutti gli altri. Tutti con la faccia compunta da santi. E intanto la merda gira, si frulla fango.

Vi confesso che certe volte mi sento soffocare. Mi sembra tutto terribile  e tutto terribilmente fatuo. Come se le parole vorticassero nel vuoto. Vuoto di senso, di significato. Mi sembra di assistere a una recita noiosa, dove non c’è mai niente di vero, di serio. Una replica segue all’altra anche se gli spettatori sbadigliano, cercano l’uscita, escono dal teatro… Sul palcoscenico, attori ottusi dalla presunzione, continuano fiaccamente a urlare… a urlare…

E’ una sera di pioggia calda sull’isola. Fra pochi giorni ritorno sulla terraferma. Spero che il falso movimento della città mi riacchiappi, spero di ricominciare anch’io ad agitarmi fra un impegno e l’altro. Il silenzio consente momenti di lucidità imbarazzante. Leggere, lavorare in solitudine, studiare, è una dieta pericolosa. Poi guardi un po’ di telgiornale, un pezzo di Annozero, religiosamente Blob e, all’improvviso, il senso della ripetizione ti piglia alla gola. E’ soffocante, questo Paese. O no?