La storia di Nick O’mericano, come viene ribattezzato Nicola Cosentino da Casal di Principe, attualmente deputato e coordinatore PdL in Campania, è una storia tipicamente italiana. Di quell’Italia che non è ancora maggioranza per fortuna, e che in tanti cerchiamo di combattere. L’Italia berlusconizzata, mafiosa, affarista, corrotta, aspirante padrona del Paese. La storia di O’mericano è un mix dove non manca alcun ingrediente, purtroppo. C’è la politica collusa, c’è il crimine organizzato che la tiene per il collo, c’è il business illecito dei rifiuti su cui si concentrano pericolosamente la prima e il secondo, ci sono pacchetti di voto e controllo del territorio offerti in dote ad esponenti partitici permeabili agli interessi economici della camorra. Ed infine c’è anche la massoneria: giusto per non privarsi di niente. Dossieraggio e pressioni sulla magistratura per favorire il potente di turno compresi.

Cosentino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del riciclaggio abusivo di immondizia tossica, che in Campania significa -soprattutto nell’area di Caserta dove O’mericano è un ras riconosciuto- aver legami con il clan dei casalesi. Racconta un pentito di nome Gaetano Vassallo alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che Cosentino controllava la società Eco4 gestita dai fratelli Orsi: entrambi sarebbero stati referenti, a fronte di tangente, del clan dei Bidognetti. Terreno di comune interesse: lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici che, si sa, in Campania è forziere d’oro: “a munnez è ricchezza” si dice dalle mie parti. Cosentino nonostante tutto brucia il cursus (dis)honorum della politica: pezzo da Novanta di Forza Italia nella zona (circondato dall’invidia e diffidenza di molti suoi colleghi di partito, costretti a riconoscergli il potere di cacicco), poi consigliere regionale (con pioggia di voti, ma di chi?), fino a diventare Sottosegretario allo Sviluppo economico con delega al Cipe (gestione di denaro pubblico a quantità). Per tale aurea non proprio immacolata, la magistratura ne ha chiesto l’arresto alla Camera dei deputati. Richiesta ovviamente e prontamente respinta dalla Giunta per le autorizzazioni. La casta è casta e si auto-conserva e auto-cautela. Salvarne uno per salvarsi tutti. La Cassazione ha confermato le misure cautelari a suo carico e, spalle al muro, Nick ha avanzato le dimissioni dagli incarichi a Berlusconi. Ovviamente e prontamente respinte anche queste. Fino all’esplosione dello scandalo P3 per il quale è sotto inchiesta. La cricca avrebbe fatto pressione sulla Cassazione per tutelarlo, mentre resta da chiarire il suo ruolo nel dossieraggio ordito, sempre dalla cricca piduista/mafiosa, ai danni dell’allora aspirante presidente della Regione Caldoro (che di Nick era concorrente prima che Nick stesso decidesse di farsi da parte a seguito dell’indagine che lo rendeva spudoratamente incandidabile). Di fronte alla mozione di sfiducia promossa dalle opposizioni, pressato dal Cav. a sua volta pressato dai maldipancia neo-legalitari di un Fini convertito in corner, Cosentino è stato sacrificato sull’altare della tenuta del premier, lasciando il ruolo di governo. Ma non lo scranno e il coordinamento regionale del PdL.

Oggi il voto segreto sulla richiesta della magistratura all’uso delle intercettazioni che lo riguardano all’interno dell’inchiesta sui rifiuti (ancora non l’hanno fermata). Ovviamente e prontamente respinta dalla Camera anche questa. Una votazione che ci soddisfa (un pochino) e ci amareggia (molto). Ci soddisfa perché la maggioranza è numericamente morta e perché Fini si è dimostrato coerente. Per ora. La sfida è infatti dimostrare questa coerenza anche in futuro, quando arriveranno dal premier sfide ben più ardue e autoritarie (riforma giustizia, scudo immunitario). La stessa coerenza ormai per sempre smarrita dalla Lega, prona alla crociata anti pm del Cav. Ci amareggia invece perché ancora una volta il Parlamento, soprattutto il PdL, si conferma come casta al di sopra della legge e della Costituzione, impedendo alla giustizia di fare il suo corso rispettando l’uguaglianza dei cittadini. Dice, Nick O’mericano, che vuole difendersi nel processo. Resta da capire come se i suoi colleghi di partito, quel processo, lo vogliono impedire come dimostrato oggi.