Van Gogh
È di nuovo sera. Giro la chiave nella serratura e… Van Gogh mi vola addosso, sempre e comunque. Anche se gli fa male la pancia, anche se stava dormendo profondamente, qualunque cosa abbia mangiato. La fonte di un affettuoso moto perpetuo. Tutti ti piantano, tutti si stancano di te – il cane non smette mai di amarti. E io lo prendo, lo carico in macchina, lo trasporto dall’altro lato della strada, corro al suo fianco per farlo saltare un po’ con gli altri cani, gli faccio vedere come bisogna giocare con loro, striscio con lui lungo il percorso a ostacoli per fargli vincere la paura, lo accompagno vicino a uomini sconosciuti, prendo la loro mano, con la loro mano accarezzo le orecchie di Van Gogh e gli ripeto che sono buoni”. (Anna Politkovskaja)

Nonno Hassan
Ha rischiato di morire come “il Giapponese”, freddato l’anno scorso con un proiettile nello stomaco. Nonno Hassan, invece, colpito in pieno centro di Mosca da uno sconosciuto che gli ha sparato in pancia, è riuscito a salvarsi. Aslan Usojan, detto Nonno Hassan, è uno dei “ladri in legge”, come vengono chiamati in Russia i boss mafiosi sin dai tempi dell’Urss. Era alleato proprio del “Giapponese”, al secolo Vjacheslav Ivan’kov, capocosca caduto in disgrazia dopo la faida scoppiata per la gestione del fondo comune finanziario della mafia russa, in mano a Zacharij Kalashov detto “Shakro il giovane”, arrestato in Spagna. Il mandante del ferimento, secondo gli inquirenti, è Tariel Oniani, detto “Taro”, sospettato di aver fatto ammazzare altri due boss, Vladimir Danashija, detto “Lado” e Malkhaz Kitija, detto Makhonija. In ballo c’è anche la torta degli appalti per la costruzione delle infrastrutture per le olimpiadi invernali di Sochi del 2014.

Il riposo del sindaco
L’eterno sindaco di Mosca, Jurij Luzhkov, è tornato per la terza volta in Austria dove trascorrerà le ferie. Aveva lasciato le Alpi per gli incendi dell’estate e poi era tornato per la fine delle ferie. Stavolta, però, il viaggio gli sarebbe stato consigliato da qualche alto papavero del Cremlino dopo la campagna di stampa che si è scatenata contro di lui e contro il suo staff. L’accusa è di avere speculato eurobonds attraverso la Banca di Mosca, in mano all’amministrazione cittadina. L’appeal di Luzhkov è in picchiata dopo le critiche sugli incendi di agosto senza contare i sospetti sulla ricchezza della moglie Elena Baturina, partita come venditrice di spazzolini da wc e diventata la donna più ricca di Russia. Guai anche per il vice-sindaco Alexandr Rjabinin che, per una concessione edlizia, chiese un appartamento di 200 metri ad un facoltoso imprenditore. Rjabinin rischia fino a 10 anni di carcere. Pare sia scappato all’estero.

Tchinovniki (burocrati)
Il prefetto di Mosca, Oleg Mitvol’, è stato ritratto in un grande cartellone pubblicitario sull’attività di due case di tolleranza, gestite da una certa Mamochka Snezhana. Il prefetto si è arrabbiato molto, ha fatto rimuovere il cartellone che era stato issato dai putiniani “Nashi” per vendetta dopo averli sfrattati da un edificio. Nella repubblica della Bashkirija, un amministratore regionale è stato cacciato perché si faceva baciare gli stivali dagli alunni di una scuola. Qualcuno ha ripreso la scena e l’ha messa su youtube. L’ex-presidente della Calmucchia, Kirsan Iljumzhinov, ha invitato le autorità russe a cercare il contatto con gli extraterrestri. “In occidente lo fanno da tempo – ha detto – nei miei colloqui presidenziali ne ho parlato con molti, dal Papa di Roma a Saddam Hussein”.

Zakaev
Appena messo piede in Polonia è stato arrestato dagli agenti. Ahmed Zakaev, autore di teatro ceceno e ricercato dalla procura di Mosca, ha sfidato il destino e da Londra, dove è in esilio, ha preso l’aereo per Varsavia per partecipare al Congresso (non ufficiale) del popolo di Cecenia. L’ex-emissario del leader ceceno ucciso, Aslan Maskhadov ed ex-compagno dell’attrice Vanessa Redgrave, da tempo viene considerato un traditore dai ribelli fondamentalisti dell’autoproclamato emirato di Cecenia per le aperture politiche che gli ha fatto Ramzan Kadyrov, capo della piccola repubblica caucasica. Il Cremlino ha chiesto alle autorità polacche la sua estradizione. Varsavia, al momento, ha risposto picche rimettendolo in libertà in attesa della decisione del tribunale. (Rossiskaja gazeta)

La scorta di Berlusconi
Grande irritazione ha suscitato sui giornali russi il passaggio di Berlusconi e della sua carovana di auto blu che ha paralizzato per ore il traffico dell’autostrada che da Jaroslavl, dove la scorsa settimana si è tenuto il “Forum democratico, arriva fino a Mosca”. Migliaia gli automobilisti imbottigliati nel traffico per più di tre ore. “Alle 22 si va ancora a passo d’uomo”, “Si cammina per venti metri ogni 5 minuti”. Parecchi sono scesi esasperati dall’auto e si sono incamminati a piedi. La coda, per permettere il passaggio del Cavaliere all’aeroporto di Vnukovo, ha raggiunto i dieci chilometri di lunghezza fino a tarda sera. (Komsomol’skaja pravda)