Presidi tra l’incudine e il martello. Perchè, dopo i ripetuti annunci che l’anno scolastico sarebbe iniziato del tutto regolarmente con gli insegnanti tutti al loro posto, in realtà migliaia di cattedre sono ancora vuote, costringendo i dirigenti scolastici ad utilizzare gli insegnanti come dei tappabuchi, distogliendoli dal loro specifico incarico. Fanno quello che possono, talora anche contro legge. Diventa così significativa la pronuncia dei giudici di Firenze che, accogliendo un ricorso della Flc Cgil della Toscana, hanno dichiarato che un preside non può utilizzare un docente contro le regole concordate in sede di contrattazione di istituto. In specifico non possono utilizzare un insegnante destinato a una compresenza per coprire una cattedra vuota.

Se questo principio fosse rispettato non si sa che caos succederebbe oggi nelle scuole. “Nella mia scuola – racconta una maestra di Monzamancano ancora cinque insegnanti. Ci sono, dunque, ogni giorno cinque classi scoperte. Un bel guaio che sconvolge letteralmente l’organizzazione della didattica: insegnanti dirottati in classi che non sono le loro, classi smembrate e i bambini disseminati in altre classi. Se poi quialcuno si ammala, siamo al delirio. Cero che se la Gelmini si fosse impegnata a risolvere questi problemi con la stessa ostinazione con cui ha fatto i tagli, non saremmo a questo punto“. Un caos peraltro annunciato, che soltanto il ministro cerca di nascondere magari senza nemmeno sapere cosa sta succedendo. E se anche lo sapesse dà ogni giorno l’impressione di non sapere come intervenire.