Leggere la “mazzetta” sull’Ipad. Impresa possibile e interessante test per valutare limiti intrinsechi della tecnologia. Normalmente leggo quindici quotidiani ogni giorno. Mi sono seduto davanti al “pacco” acquistato dall’edicolante di Alberese (entusiasta del mio soggiorno per Festambiente) e ho fatto partire il cronometro: la lettura dei quindici ( per la cronaca Sole, Repubblica, Mf, Corsera, Giornale, Libero, Unita’, Manifesto, Stampa, Il Fatto, Liberazione, Finanza & Mercati, Italia Oggi, Foglio e Riformista) ha richiesto un’ora e mezza. Ovviamente non leggo tutti gli articoli pubblicati: sfoglio con attenzione, mi soffermo sulle differenze, leggo integralmente pezzi, editoriali, corsivi e molte brevi che mi interessano. Il giorno dopo ho aperto il mio iPad, sul quale avevo scaricato le application di tutti i quotidiani disponibili (Sole, Repubblica, Corsera, Stampa, Unita’, Libero, Giornale, Foglio, Mf), e ho tentato la stessa operazione: sfogliarli cronometrando il tempo di lettura.

Primo ostacolo: la Stampa mi ha spaesato, avendo una versione molto diversa da quella del quotidiano pidieffato come invece accade con Unita’ e Repubblica. Secondo ostacolo: leggere le brevi e’ impresa ardua e si perde parecchio tempo ad ingrandire e ridurre le dimensioni delle pagine durante la lettura. Il primo bilancio e’ risultato quindi piuttosto sfavorevole per l’iPad. E anche sperimentando versioni molto ottimizzate per il nuovo gioiello Apple come il New York Times o il Wall Street Journal (a mio parere tra le migliori disponibili) la sensazione e’ che la gerarchia delle notizie offerte dalla carta stampata, almeno sino a quando non avremo disponibili i fogli elettronici sfogliabili preconizzati gia’ piu’ di vent’anni fa da Negroponte, resterà una killer application almeno per qualche anno.