Ancora una volta avevamo visto giusto. L’allarme che stiamo lanciando da settimane sulla nuova emergenza rifiuti che tocca la Campania sta esplodendo in queste ore in tutta la sua drammaticità. Di nuovo cumuli di rifiuti per strada , di nuovo impianti stracolmi, discariche sotto stress per lo sversamento di quantità superiori di quelle previste e la logica conseguenza di odori nauseabondi che si diffondono nell’aria, soprattutto a Chiaiano, nel centro di Napoli , e a Terzigno, nel Parco del Vesuvio.

La settimana scorsa solo noi abbiamo parlato della sostanziale chiusura del megainceneritore di Acerra, nel silenzio dei grandi organi di informazione, e qualche commento “ispirato” ci ha bacchetatti dicendo che eravamo le solite cassandre. In realtà avevamo ragione e la cosa ci preoccupa molto per gli ulteriori rischi per le popolazioni campane. L’inceneritore di Acerra è praticamente fermo, a seguito di gravi guasti che si ripetono con sequenza periodica a dimostrazione del fatto che ci troviamo davanti a un impianto nato vecchio, obsoleto nella tecnologia : un vero pacco, altro che il “dono di dio” come lo definirono B&B, Berlusconi -Bertolaso !

E’ di queste ore la richiesta della Partenope Ambiente ( del gruppo A2A),subentrata alla Impregilo, che gestisce l’inceneritore , di poter stoccare le balle che escono dagli impianti STIR ( ex CdR : quelli che hanno prodotto 10 milioni di “eco balle” che ammorbano le terre della Campania) . Stoccarle per bruciarle quando ? Considerato che l’inceneritore non è mai riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati, e non riesce a bruciare neanche i quantitativi giornalieri , come si può ipotizzare di stoccare altre balle di rifiuti . E se la responsabilità , oggi, è della Partenope Ambiente e, ieri, della Impregilo perché mai la Provincia di Napoli dovrebbe “fare un regalo” autorizzando lo stoccaggio proprio ad Acerra? Semplice perché per ogni tonnellata di rifiuto che si brucia i signori della A2A prendono il corrispettivo del CIP 6, il contributo per le fonti rinnovabili che in Italia viene corrisposto anche agli inceneritori.

E’ il caso di ricordare che c’è un impegno sottoscritto a non utilizzare il territorio di Acerra, in considerazione della presenza dell’inceneritore e della grave sofferenza ambientale, per altre discriche, stoccaggi.. Anzi ,e qui c’è un ricordo personale all’epoca in cui ero Presidente della Commissione Ambiente del Senato, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso si impegnò a liberare, nel Comune di Acerra , tutte le altre piazzole già occupate dai rifiuti depositati e a fare di quell’area (circa 15 ettari) un grande Parco naturalistico per mitigare i danni dell’inceneritore. Ma dopo le balle dei rifiuti in Campania e quelle de L’Aquila c’è poco da fidarsi.

La palla ora è nelle mani di Luigi Cesaro , presidente della Provincia di Napoli, che dovrebbe firmare un decreto per autorizzare il deposito dei rifiuti ad Acerra, perché non sussistono i presupposti di legge per intervenire con un decreto “contingibile e urgente “

E’ curioso affermare che c’è il rischio emergenza dopo aver dichiarato pochi mesi la fine dell’emergenza , e che tutti i problemi erano risolti. I responsabili paghino e continuo a chiedere con forza :Che fine ha fatto il mio esposto denuncia presentato il 1 giugno 2009 alla Procura di Napoli contro il fallimento della gestione Bertolaso??