“Ci dica ” mi chiedono i giornalisti: “ cosa pensa del concorso di Miss Italia?” “ E  del velinismo politico?” “ E delle gheddafine?”

Ora io credo che ci sia solo una domanda  urgente che nulla ha a che fare con le precedenti e  che  molto però ha a che fare con la corretta rappresentanza politica dei cittadini, trattandosi della maggioranza dei cittadini:

Dove sono le donne? Intendo le donne reali. Che lo sappiamo tutti che l’Italia non è fatta solo di prostitute e  veline.

Da un anno e mezzo vengo invitata da regioni, comuni, università e  scuole per dibattere intorno al documentario “Il corpo delle donne”. Incontro moltissime donne, giovani e vecchie, belle brutte colte, semplici, professoresse, studentesse, casalinghe, artigiane: come mai queste donne, le donne italiane non hanno visibilità? Perché si parla solo di qualche centinaia  di escort?

Perché i giornalisti non mi chiedono altro? Perché non mi domandano  per esempio come mai in questa estate di candidature e autocandidature non è stata mai nominata una donna?

Non esiste una donna nei partiti che possa sfidare gli attuali contendenti? E non esiste nella società civile una donna valida da far emergere? Cioè non esiste una donna della levatura, chessò, di un Bersani? Di un Casini? Di un Rutelli? Non c’è proprio?

Il PD l’ha cercata e non l’ha trovata? E gli altri partiti nemmeno?

Mi sono occupata di gestione di organizzazioni anche complesse e so per certo che non funzionerà a lungo un sistema che non tiene conto della maggioranza dei suoi cittadini, in questo caso le donne.

Finora questa vistosa rimozione ha funzionato solo  perché nel faticoso processo di emancipazione, molte donne, e donne politiche in particolare, hanno preferito rinunciare alla battaglia per i propri diritti, sposando il modello maschile in toto. Perché? Perché è più facile adottare un modello che già esiste e per lo più  vincente.

A breve non sarà più possibile:  le giovani donne premono per una maggiore rappresentatività, e la politica è cieca e lenta nel registrare i cambiamenti.

Sarebbe inoltre una scelta anche di marketing vincente dare la giusta visibilità e rappresentanza alle donne.

Dunque?

Ho provato giorni fa a stilare un elenco di donne da proporre, anche in questo blog, anche al direttore di questo giornale. Mi parrebbe giusto che il fatto quotidiano non si limitasse a proporre 6 candidati tutti uomini.

Ebbene ho avuto difficoltà a trovare i nomi.

Le donne italiane, come ho avuto modo di esprimere anche nel mio libro, non sono zitte. Sono però zittite da tempo. Come ci avessero messo il silenziatore.

La copertura mediatica data quasi unicamente alle donne di spettacolo ha completamente cancellato le tantissime donne valide che operano in molti settori. Esiste una interessante ricerca del Censis in  merito.

E’ importante quindi affermare che ci sono moltissime donne capaci in vari settori, di varie professioni. Molte di queste sarebbero certamente in grado di ricoprire importanti  ruoli politici: è necessario ed urgente dare loro visibilità e spazio, nell’interesse delle donne, degli uomini ma principalmente della Società tutta.  E’ già così in moltissimi altri Paesi.

Chiedo che gli uomini insieme alle donne provino a farsi carico della soluzione di questo problema. E’ imbarazzante anche solo ipotizzare che del rispetto dei diritti di una categoria di cittadini debba occuparsi solo la categoria medesima. Sarebbe  come dire che dei diritti dei neri americani si debbano occupare  solo i neri, di quelli degli  albanesi solo  gli albanesi e dei diritti delle donne..solo le donne.

http://www.ilcorpodelledonne.net/