La toponomastica romana non è mai stata studiata dai politologi della Penisola. Eppure la trovo divertente, istruttiva ed in alcuni casi persino illuminante.

Iniziamo dalla cosiddetta Prima Repubblica. Dove si va a piazzare la Balena Bianca? Ma è chiaro che un partito come la Democrazia Cristiana, con tanto di scudo crociato come simbolo doveva trovare una sede nazionale in Piazza del Gesù. L’altro grande partito, il Pci,  invece, visti i non cristallini rapporti finanziari con l’Unione Sovietica aveva aperto bottega in via delle Botteghe Oscure. I magistrati di mani Pulite ci hanno poi svelato cosa fosse “in corso” nella sede del partito a piu’alta concentrazione di ladri del mondo occidentale, il Psi. Il covo di Ghino di Tacco, per chi non lo ricordasse, era in Via del Corso.

Lo stradario di Roma ci fornisce anche la chiave di lettura per quello che sta capitando oggi nella Seconda Repubblica. I deputati e i senatori dell’Alleanza Nazionale del ribelle Fini, dopo aver votato tutte le leggi-porcata di Silvio Berlusconi ed aver fatto strame della Costituzione  non potevano che festeggiare in Via della Scrofa. E gli schizofrenici rifondaroli di Bertinotti? Dove complottavano contro il governo Prodi? Ma e’chiaro, in Via del Policlinico. Che poi le sorti del  Partito Democratico fossero segnate lo si può capire dalla prima sede, quella di Piazza Santa Anastasia, una oscura martire guaritrice ed esorcista del 5° secolo (non è bastata). Allora dove si sono rifugiati? Dove si sono nascosti? Nel loft con al Massimo una vista sul Circo?  Ma no, sono finiti in Via Sant’Andrea delle Fratte.

L’apoteosi della toponomastica capitolina arriva però con Mr. B., a suo dire “di gran lunga il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni”. Un tipo così modesto dove poteva trovar dimora a Roma? Ma è ovvio in Via dell’Umiltà, la strada dove si trova Palazzo Grazioli. Non rimane che la sede del Partito dell’Amore. Erano disponibili Piazza Bocca della Verità (ma non piaceva agli avvocati),Via delle Carine (troppo da educande) Via delle Vergini (meglio le veline) e Via delle Zoccolette (ma Veronica avrebbe inviato un’altra lettera a Repubblica). Riuniti gli avvocati e consultati i focus groups si decise per un altro indirizzo, un pò ottocentesco, ma molto indicativo per un partito a vocazione maggioritaria: Via del Plebiscito. Per ragioni di opportunita’ il Vicolo del Fico, Via Leccosa e, soprattutto, la Salita del Grillo non sono state mai prese in considerazione.