In una lettera firmata da Mariangela Rustico, coordinatrice dei Circoli del P.D. di zona 9, il centrosinistra rivendica il merito di essere stato l’unico a sostenere con fatti concreti, l’associazione Sos racket e usura. Testualmente viene detto: ” Il Consiglio di zona 9 lo scorso luglio ha deliberato l’assegnazione di una sede in zona 9 e insieme a Manzi ha condiviso i criteri di individuazione della sede. Certamente i problemi da lui denunciati sono enormi, e la politica deve affrontarli a viso aperto. Le delibere di zona 9 a favore di Manzi e della sua battaglia, testimoniano i nostri sforzi, e l’ attività di informazione sono il segno, certamente non sufficente, di quale sia la nostra battaglia politica. Come Partito Democratico di zona 9, la decisione di Manzi ci dispiace e ancor di più ci colpisce, la solitudine che lui denuncia.”

Tutto vero quanto da loro scritto, ma la verità è un’ altra, e sono quì a spiegarvela. Perchè non dicono che la sede che ci “avrebbero” assegnato, l’ avremmo potuta usufruire solo un periodo di 90 giorni, eventualmente rinnovabili? Perché non dicono che l’avremmo dovuta condividere con l’ associazione pensionati C.G.I.L.? Perché non dicono che si sono rifiutati di prendere una posizione politica sul fatto da noi denunciato che ad amministrare il super condominio di via Ciriè, fosse il marito di una importante dirigente Aler addetta proprio alla lotta all’ abusivismo? Nulla, ancora, è stato detto sul grave conflitto di interessi che in maniera palese vi era?Perché non spiegano che già due anni prima della nostra denuncia sul racket degli alloggi, il Partito Democratico era a conoscenza del fatto che il clan Pesco-Priolo-Cardinale, si occupava del racket degli alloggi? Perché non ci dicono per quale motivo hanno taciuto ed ignorato le decine di segnalazioni firmate a loro giunte dai residenti di via Padre Luigi Monti e mai inoltrate all’ Autorità Giudiziaria?

Il Partito Democratico milanese da anni sapeva quello che succedeva e succede ancora nei quartieri popolari di Milano; conoscono i nomi dei signori del racket degli alloggi. Lo sapeva anche Aldo Ugliano, che già nel 2005 chiedeva su via Padre luigi Monti una commissione di inchiesta conoscitiva. Dove era il Partito Democratico,quando nei nostri presidi nei quartieri venivamo insultati e minacciati dai clan che gestivano e gestiscono il racket degli alloggi? Perché il Segretario generale del Sunia, uomo del P.D. Stefano Chiappelli,non spiega pubblicamente il motivo per il quale dopo avere annunciato molti mesi fa la distribuzione dei nostri questionari agli oltre 80.000 intestatari degli alloggi di edilizia popolare,ha inspiegabilmente fatto marcia indietro? Forse perche’ poteva emergere il fatto che i residenti da anni segnalano a tutte le forze politiche di milano (quindi compreso il partito democratico) che vivono ostaggi della criminalita’ organizzata e che nessuno ha mai fatto nulla di concreto?Nei nostri presidi regolarmente ci hanno messo la faccia solo pochissimi esponenti dell’opposizione,come i consiglieri Franco Tucci o Giorgio Poidomani, del Consiglio di zona 9, Giulio Cavalli Consigliere Regionale I.D.V e Carmela Rozza del Pd. Questa e’ la verita’ che la nostra asociazione ha vissuto sopratutto in quest’ultimo anno.Quando si fa della lotta alla mafia la propia campagna elettorale ,bisogna metterci la faccia,cari dirigenti del partito democratico milanese, non esprimere solidarieta’,perche’ di quella la nostra associazione ed i cittadini non ne hanno bisogno.Alle persone anziane che da anni vi scrivono,che hanno paura,che non vanno in vacanza o in ospedale per paura che gli occupano la casa, non importa nulla.Se pensavate che con l’assegnazione della sede alla nostra associazione,vi sareste lavati le coscienze su quello che sapevate e taciuto,avete miseramente fallito.Se pensavate di raccogliere voti sfruttando la nostra associazione,nei quartieri dove noi e ripeto solo noi abbiamo fatto emergere questo scandalo,avete sbagliato.Che queste mie parole amare facciano comprendere alle nuove leve del P D ,che non sto dando lezioni di moralita’,ma soltanto raccontando quello che abbiamo vissuto nella solitudine istituzionale nella nuova terra della N’drangheta,la Regione Lombardia,dove oramai si raccontano le menzogne.