Umberto Bossi è tornato all’antico amore: il dito medio. Era dal luglio del 2008 che aveva archiviato il gesto tanto caro al popolo leghista, poi nelle ultime settimane l’ha rispolverato. Il 22 luglio scorso attraverso il finestrino ha fatto il padan-gesto ai fotografi che l’aspettavano all’ingresso di villa Aurelia, dove si è svolta la cena leghista romana di fine lavoro.

Si credeva dovessero trascorrere altri due anni. E invece tac, tempo una settimana, e il senatùr prende tutti in contropiede: lo rimostra. Passano 15 giorni di agosto. I bagni di folla a Pontida, Ponte di Calegno, Calalzo in Cadore. Incontri e comizi infiniti. Il dito medio sembra ormai riposto in fondina, dimenticato. A parte una esclusiva riservata al tg Sky il 12 agosto in cui il senatur regala come scoop il virile cenno. Gli altri devono pazientare. Ma non troppo perché quel simpaticone del ministro delle riforme lo rimostra sorridente tornando a Roma ai primi di settembre.

Lasciando Palazzo Grazioli prima, arrivando a Cuneo poi. E oggi, nella giornata iniziale della tre giorni che dal Monviso lo porterà a Venezia, è stato riconosciuto privilegio esclusivo dei giornalisti ricevere la bossiana benedizione. Il dito medio spunta alla seconda domanda. Ci saranno le elezioni anticipate? “Meglio andare avanti e lavorare”, risponde al primo quesito. Poi qualcuno incalza: chi potrebbe garantire la maggioranza? E Bossi risponde con il dito medio ben svettante. Già al mattino era andata in scena lo stesso siparietto. Insomma ormai il gesto è ufficialmente entrato nel linguaggio leghista. A breve, molto probabilmente, sarà inserito nell’universo dei gadget pubblicizzati anche su La Padania. Tra la maglietta che ritrae Renzo Bossi (una trota con i riccioli) e il portachiavi con lo spadone di Alberto da Giussano.