Sì al processo breve, ma senza “la norma transitoria per risolvere il problema di Berlusconi”. Mentre per quanto riguarda la legge elettorale è “meglio tornare a quella vecchia”. Italo Bocchino, in un’intervista Repubblica Tv, illustra a tutto campo le posizioni di Futuro e Libertà. E annuncia: “Entro oggi ci saranno le dimissioni di tutti i componenti di Futuro e liberta’ per l’Italia che ricoprono incarichi direttivi nel Pdl a livello nazionale e locale”.

Per quanto riguarda le dimissioni del presidente della Camera, Bocchino ha ribadito che “Fini resta al suo posto. Non ha vinto un concorso, non si è presentato ad Arcore, non si è seduto davanti a una telecamera, non era al casting”, ha aggiunto il capogruppo di Fli alla Camera. “Fini ha una storia politica, non è lì per caso, è stato votato da 14 milioni di persone, nessuno può chiedergli le dimissioni”.

Per quanto riguarda gli equilibri governativi, Bocchino ha sottolineato come sia “Bossi a voler logorare” l’esecutivo Berlusconi, “non noi di Futuro e Libertà”. Perché, ha spiegato, il leader del Carroccio “pensa all’interesse della Lega” punta a “recuperare voti togliendoli al Pdl al Nord” e guarda “a un governo con Tremonti premier”. Bocchino ha disegnato “due scenari. Berlusconi vince alla Camera e al Senato, ho perplessità, e Bossi si trova a essere l’unico interlocutore di Berlusocni, che sarebbe prigioniero di Bossi. Ma se Berlusconi, come dicono tutti i sondaggi e come sa anche il presidente del Consiglio, non ha palazzo Madama la maggioranza non si può tornare al voto, né Berlusconi può fare più il presidente del Consiglio”. Secondo Bocchino “si aprirebbe la strada a un governo che deve trovare una maggioranza su un programma, e Bossi offrirebbe la via d’uscita con un governo Tremonti sostenuta da tutti”. Il premier ha frenato sul voto perché “la parte più ragionevole del Pdl gli ha spiegato gli altissimi rischi per la sua persona, e c’è stata una ragionevole frenata”. Nell’eventualità di andare a elezioni anticipate “i sondaggi Crespi ci danno al 7,2%, il trend è positivo”.

Per quanto riguarda il processo breve il capogruppo di Fli alla Camera ha chiaramente bocciato il “salva Berlusconi”. Noi, ha detto, “siamo favorevolissimi al processo breve. Va bene la legge, ma c’è una norma transitoria per risolvere il problema di Berlusconi. Se è così, noi non siamo disponibili”.  Bocchino ha poi aperto all’ipotesi di tornare al vecchio Mattarellum. “Ha garantito la vittoria al centrodestra e al centrosinistra, non è una legge che fotografa la vittoria di qualcuno, è per il sistema bipolare. Ci può interessare”. Certo è, ha sottolineato, che “le riforme elettorali si fanno con un ampio maggioranza, non con il braccio di ferro” e “non ci sono vincoli di maggioranza”. Gli accordi sulle leggi elettorali “di solito si fanno nella fase finale della legislatura, in fase di emergenza, con larga maggioranza. Non esiste nessuna delle tre condizioni. Noi siamo pronti a discutere, non c’è vincolo di coalizione o maggioranza. Si va in parlamento e si trovano convergenze”.