Riprende il nostro viaggio nel mondo della musica underground, quella dei nomi non ancora celebri, fatta da musicisti che si autoproducono, che hanno tanto da dire ma non hanno la possibilità di farsi conoscere al grande pubblico, magari perché esibirsi in un reality show lo considerano (me compreso) troppo kitsch (tanto per usare un eufemismo). A tutti Voi rinnovo l’invito a contattarmi all’indirizzo prinaldis@gmail.com, e se avete già prodotto un album inviatelo in redazione. Riceverete una risposta sicura e, inoltre, avrete un fan in più!

Con Giuseppe Pipitone quest’oggi approdiamo a Palermo per farvi conoscere un artista eclettico: ladies and gentlemen, vi presentiamo, Nicolò Carnesi.

Nicolò Carnesi scrive di notte, l’unico momento della giornata in cui riesce a raccogliere i pensieri, a riordinare le idee e in definitiva a trovare l’ispirazione. Un’ispirazione che quando arriva ne combina delle belle. E’ un tipo strano Carnesi: folta chioma di capelli ricci e arruffati, Rayban neri d’ordinanza e un abbigliamento che raramente si discosta dai colori scuri. “Mi hanno sempre considerato un tipo strano, sin da quando ero bambino. A 14 anni invece del classico motorino mi feci regalare una batteria.”

A Villafrati, minuscolo paese della provincia palermitana – in pratica provincia siciliana nella provincia italiana – certe scelte poco conformi alla moda devono essere passate per incomprensibili anomalie. Invece si trattava soltanto di un indomabile spirito creativo. Una componente che è essenziale nei testi di Nicolò, ultimo aspirante erede della grande tradizione cantautoriale italiana.

Appassionato di musica fin da quando smise il pannolino, a 3 anni rimase affascinato dalla banda musicale della sua città. E’ cresciuto ascoltando De André, Battiato, Tenco, e trovando in Piero Ciampi un punto di riferimento da cui attingere a piene mani. Nei pezzi di Nicolò c’è anche un personalissimo approccio al contesto che il giovane cantautore riversa nel testo attraverso il racconto. “Mi è sempre piaciuto raccontare delle storie attraverso le avventure e le azioni di personaggi, alcuni totalmente inventati, altri che magari nascono da un’esperienza vissuta.”

Le canzoni di Carnesi potrebbero benissimo essere pubblicate sottoforma di romanzi, che utilizzano soggetti e contesti lontani, ma nonostante tutto verosimili e ben costruiti, per descrivere alcune delle incredibili situazioni attuali. In pezzi come Il Colpo è contenuta tutta l’incommensurabile pazzia di questi tempi moderni, che non prevede alcun rifiuto razionale degli schemi. E’ interessante come Carnesi riesca a parlare di temi così importanti e attuali, sebbene le sue storie sembrino spesso ambientate nel futuro, in un contesto sconosciuto.

Mi piacerebbe poter vivere nel futuro, poter visitare luoghi lontani e sconosciuti, forse è per questo che spesso ne parlo nelle mie canzoni.” Alla base della musica di Nicolò c’è soprattutto una fantasia sfrenata, affinata e contestualizzata nel tempo, unita a una competenza musicale eccelsa che ha contagiato velocemente un numero sempre maggiore di ascoltatori, che da avventori occasionali si sono trasformati in appassionati. Al di là dei quartieri culturali palermitani, o meglio di quel che ne resta, è incredibile come le esibizioni di Carnesi in trasferta riescano sempre con successo.

La magia di quelle parole così ben levigate unita a un arrangiamento che sfiora le vette emozionanti del rock, ha bloccato la gente per strada, incuriosendola, conquistandola.Ed è così che oggi Nicolò, a soli 23 anni, è una delle più belle promesse della realtà musicale italiana. Ha tracciato un’altra via l’ex batterista di Villafrati. Ha imboccato una strada che rifiuta il culto del personaggio, cui si affidano le aspiranti stellette contemporanee, ma punta tutto sui contenuti, sulla musica e sulle parole. D’altronde è un tipo fondamentalmente timido che prima d’iniziare un concerto deve togliersi gli occhiali da vista, per evitare di mettere a fuoco gli spettatori. Dopo, dietro il microfono e con l’acustica a tracolla, gli cambia anche la voce. E se all’inizio di un concerto gli spettatori sono poche decine, prima della fine si sono già trasformati in una folla compatta, nonostante ad oggi abbia registrato soltanto un album autoprodotto.

A ottobre la piccola etichetta Malintenti pubblicherà il singolo Ho poca Fantasia, pezzo coinvolgente e carico di sprint, in cui Nicolò esorcizza la sua principale virtù. Ad oggi si considera un cantautore elettroacustico. Ma l’energica e magistrale batteria di Giusto Correnti, unita alla chitarra elettrica di Francesco Pintaudi ne fa un egregio esemplare di cantautore rocker. Pezzi come Mr. Robinson stanno lì a dimostrare che nella musica di Carnesi c’è anche un pizzico dei Radiohead e Cure: in pratica è un po’ come se a un certo punto De André incontrasse Tom Yorke. Vi lasciamo con questo bellissimo video. A tutti Vive le Rock!

 Testo a cura di Giuseppe Pipitone