La Mirabello televisiva ha registrato il 9,30% di share, un nuovo boom di ascolti per il Tg di La7 targato Enrico Mentana che ieri sera ha ospitato il presidente della Camera.

Nell’intervista Gianfranco Fini ha annunciato che rimarrà “presidente della Camera fino a fine legislatura”.  Rispondendo così a Silvio Berlusconi e Umberto Bossi che invocavano le sue dimissioni appellandosi al capo dello Stato. “Il titolo della giornata è ‘molto rumore per nulla’. Berlusconi e Bossi non andranno da Napolitano perché dimostrerebbe di essere analfabeti di diritto costituzionale e di regolamento parlamentare, non si possono chiedere le dimissioni del presidente della Camera né si possono indurre. Possono andare a riferire della situazione politica, questo sì”, ha proseguito Fini. “Mi dimetterò se qualcuno riesce a dimostrare che sono venuto meno all’articolo 8. Ma ricordo che nelle ultime due sedute, da presidente della Camera sono stato apprezzato una volta della maggioranza, per aver calendarizzato il legittimo impedimento, un’altra dall’opposizione. Ma non è vietato fare politica, tutti i miei predecessori degli ultimi 25 anni sono stati politici”. 

E ancora: “In caso di crisi di governo, vale a dire nel caso in cui il presidente del Consiglio dovesse ritenere di non avere più una maggioranza e si dovrebbe dimettere, la Costituzione la conoscono tutti: la parola in quel momento passa al Capo dello Stato. Futuro e libertà ha detto e conferma che vogliamo la legislatura vada avanti, vogliamo che si dia corso al puntuale rispetto del programma di governo, ovviamente da discutere”.

“Io non rappresento la maggioranza e la maggioranza non è proprietaria delle istituzioni. Sarebbe anzi grave se qualcuno, e in particolar modo il presidente del Consiglio, dicesse ‘ti abbiamo eletto noi e devi rispondere a noi’. Bossi, che è un gran simpaticone, ha parlato di un trasloco di Fini, di spostarmi, come se la Camera fosse una depandance del governo. Ma per fortuna i poteri sono divisi e quello legislativo è separato da quello esecutivo”, ha detto. Fini ha poi ribadito che “andare a votare adesso è da irresponsabili. Il governo deve pensare a governare. Siamo disponibili a discutere come tradurre in concreto i punti del programma con la Lega e con Forza Italia allargata come l’ho chiamata”, ha detto. Se si dovesse andare al voto Futuro e libertà “sarà prontissima ma è da irresponsabili”.

Durante l’intervista non è mancata la domanda sull’affaire Montecarlo. “Non ho nulla da temere né da nascondere, sono a posto con la mia coscienza”. Mentana ha rilanciato: E’ mai entrato in quell’appartamento? “No”, ha risposto seccamente Fini ribadendo di “attendere la magistratura perché alla fine ci sarà da ridere”. E chiude con una battuta: “Ho smesso di fumare, quindi figurarsi se mi preoccupo del cerino”. Mentana, in vista di una futura intervista al premier, chiede a Fini di lasciare una domanda da porre a Berlusconi. “Crede davvero il presidente del Consiglio di poter guidare un grande partito liberale di massa, plurale, aperto alla democrazia, espellendo in due ore il cofondatore con delle accuse francamente risibili? Sono stato accusato di ‘concorso’ insieme alle procure nella campagna di abbattimento del presidente del Consiglio. Aspetto ancora una risposta a questa domanda”. “Vedrà che se viene qui gliela farò io” assicura Mentana ma Fini dubita dell’esito finale: “E vedrà che non le risponderà”.