Archivio cartaceo | di Roberto Corradi | 5 settembre 2010
Ordini perentori
Commesso – Buona… ehm… scera a lei. Dica.
B – Sci, ecco… vorrei, vorremmo ordinare per sctascera.
C – Bene. Quanti siete? Quattro, cinque?
B – Ne vorremmo cinquecento!
C – Ellapeppa!! Addirittura?
B – Ci sciono problemi?
C – No, no… ci vorrà un po’ di tempo ma ok. Le prende tutte uguali?
B – No, diamine, no… Tutte diverse. O almeno a mucchi. Un po’ per tipo, non scio sce rendo. Che tipi avete?
C – Mah… i soliti…
B – Me li dica, non si faccia scrupoli.
C – Vabbè, bianche oppure….
B – No, no… non solo bianche. Anzi… anche esotiche.
C – Esotiche? Ma, non so… abbiamo quella alla frutta… ma la consigliamo alla fine, in genere.
B – Frutta, che intende? Pere?
C – Anche!
B – Aspetti un attimo…
Si sente bisbigliare “Gianni, che dici? Le prendiamo? Le pere per il colonnello? Ah, no…velate, dici?… ‘Spetta.
Torna al telefono.
B – Velate ne ha?
C – Velate… cioè co’ ‘na passata sopra de…?
B – Non voglio i dettagli.
C – Sì, sì… non c’è problema.
B – Mi dica altri tipi.
C – Mah…che je posso dì? Diavola, contadina, napoletana…
B – Magari diciottenne…ehehehe…
C – E poi con la sarciccia…
B – No, no, quella no. Non chiamo mica da via Gradoli…
C – Margherita?
B – Senza nomi, senza nomi… Non finiamo più, se no. Dai, faccia lei. Ne mette insieme 500 e poi me le porta qui ché stasera abbiamo delle… facciamo delle… Abbiamo delle conversioni, ecco.
C – E vabbè, je manno ‘r ragazzo cor furgone, allora.
B – Ma un po’di umanità! Prenda dei pullman, no?
C – Pe’500 pizze?
B – Come “pizze”? Non è Pronto Gnocca?
C – No, è Pronto Pizza, dotto’…
B – Oh, mi scusi, mi scusi. Ho sbagliato.
Mentre chiude il telefono, si sente strillare “Gianni, ma che cazzo di numero mi hai dato? Ma porca troia, che gli do adesso io a quello di là che c’ha una voglia di conversione che…”
Segnale di occupato, fine registrazione.





