Politica & Palazzo | di Alessandro Ferrucci | 5 settembre 2010
Fini pranza con i fedelissimi e annuncia: “Dobbiamo essere granitici, andare avanti”
Nel frattempo il paesino emiliano è invaso (si attendono circa 10mila persone) da piccoli amministratori locali giunti da ogni parte d’Italia, dal profondo sud alle più vicine provincie del nord est, che raccontano la loro esperienza politica, le loro vicissitudini e la mancanza di una guida certa e sì, anche qualificata. Ricordano i tempi di Alleanza nazionale, del contrasto alla Lega, e piangono la scelta troppo veloce di Fini di sciogliere il partito. Una scelta amara per lo stesso Presidente della Camera, come ha recentemente confidato a uno dei suoi colonnelli: “Ho sbagliato, gli ho regalato tutto senza valutare che ci avrebbe semplicemente annesso”, le sue parole.
Così per ricominciare è utile ritrovare anche le radici, e per questo è stato chiesto un immane sforzo a Mirko Tremaglia, presente alla Festa Tricolore, nonostante i tanti anni (classe 1926), e gli altrettanti acciacchi. Per lui un’ovazione. Con qualche braccio teso, ma soprattutto lacrime.
Certo non tutto è “liscio”. La voce prima, e la certezza poi, di Elisabetta Tulliani in prima fila ha fatto storcere naso e bocche: la preoccupazione è di distogliere l’attenzione rispetto al vero scopo di Mirabello. E magari di fomentare i contestatori poco convinto delle scarse risposte di Fini rispetto all’affare Montecarlo. Si vedrà, manca poco.





