Manca solo Gianfranco Fini, che arriverà con la compagna Elisabetta Tulliani. Intanto le truppe si sono schierate. Sono arrivati quasi tutti a Mirabello, alla Festa Tricolore: dai falchi Granata, Briguglio e Bocchino, fino alle semi-colombe come Menia. Come nei concerti che si rispettano, svolgono il ruolo del “gruppo di supporto”: scaldano la platea in attesa della star. Parlano di legalità, di politica, di mancato sostegno alla famiglia, di democrazia assente all’interno del Pdl; accusano Berlusconi di pensare solo agli interessi propri. Arrivano anche a toccare un argomento ultimamente passato di moda: il conflitto di interessi legato al mondo dell’informazione. Forse la vicenda legata alla casa di Montecarlo ha “illuminato”. Comunque, più si è duri contro il Governo, più si attacca il premier, e più la gente applaude. Sembra di stare in una delle tante Feste democratiche. Così sfila via anche l’apertura di Berlusconi nei confronti del processo breve (“niente fiducia” ha detto il Cavaliare), nessuno si fida, con Briguglio che parla “di mossa elettorale messa in atto solo per distogliere l’attenzione dall’intervento di Fini”.

Un intervento che naviga in mari sconosciuti. Almeno in apparenza: gli uomini più vicini al Presidente della Camera, come Enzo Raisi, dicono di non sapere niente, che sarà una sorpresa. I rumors lo definiscono duro, deciso, ma non risolutivo. Insomma non vuole essere lui, Fini, la causa della frattura con l’altro cofondatore del Popolo della libertà. Sarebbe elettoralmente sconveniente. Eppure la base vuole un proprio partito, così come molti dei finiani che mettono nel conto la possibilità di perdere pezzi rispetto ai 34 alla Camera e ai 10 al Senato. “Sì, è nell’aria: magari tre o quattro ci lasceranno. Ma molti altri verranno con noi. Oramai non si può tornare indietro”, continua un felice Raisi. Lui, con Bellotti, è uno degli organizzatori della Festa. Corre da una parte all’altra per gli ultimi dettagli, per capire come sistemare i vari ospiti e trovare lo spazio per accogliere le migliaia di persone in arrivo. Non solo, ha anche studiato la tattica per annullare le eventuali contestazioni: centinaia di vuvuzela e coriandoli. Della serie: vediamo chi disturba di più.