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Archivio cartaceo | di Silvia Truzzi | 1 settembre 2010

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Milan e Apicella, B. alla riconquista delle masse

Parte il nuovo marketing elettorale del premier. Freccero:
"La campagna acquisti con Ibrahimovic è il segno che si vota"

Qualcuno lo vede scivolare in fondo alla classifica, ma B. non ci sta: il “presidente del Consiglio migliore degli ultimi 150 anni”, si rimette il vestito – un po’ dismesso negli ultimi anni – da presidente del Milan. Per la precisione, da presidente munifico che regala alla sua curva una coppia da favola, Ibrahimovic e Robinho. Champagne, dopo l’amaro della contestazione di fine luglio a Milanello.

“Zero acquisti = Zero abbonamenti”. “Una volta compravi Baggio, ora solo Caravaggio”. L’uomo, si sa, ama stupire e 24 milioni, cifra ufficiale per l’acquisto di Ibrahimovic, non sono una follia se servono a riconquistare un consenso calcistico “adeguato”, come la maggioranza che pretende nell’altro, più scivoloso, quadrato di gioco, il Parlamento. Generoso, ma puntiglioso: domenica sera a San Siro, dopo il trionfo con il Lecce, ha detto ai tifosi giubilanti “Vi disperate e festeggiate, sempre con i soldi miei però”. Ben vengano i successi rossoneri: “Il morale del capo deve restare alto”, come diceva il capo medesimo in una famosa telefonata ad Agostino Saccà. Ma gli affari di pallone non sono l’unico divertissement del premier. Lunedì la Zanzara di Giuseppe Cruciani è andata a punzecchiare Domenico Apicella, menestrello di corte, che ha annunciato l’imminente uscita di un cd scritto da Berlusconi.

Saranno tredici tracce, melodie partenopee, titoli tipo “O core dint’o zucchero”. Ma, avverte Apicella, bisogna definire i dettagli. “Ci vuole ancora un po’ di lavoro”, spiega a Radio 24. “Non vedo il presidente da un paio di mesi, però lui ci tiene moltissimo a curare i particolari personalmente. Spero che abbia il tempo per occuparsene anche in questo momento complicato”. Magari sì, tra un processo breve e uno agli ex amici finiani davanti ai probiviri. E chissà se “lui” perdonerà ad Apicella la replica a una domanda maliziosa di Cruciani: “Se Fini la chiamasse a cantare, lei ci andrebbe?”. Risposta: “Se mi paga il cachet, certo che ci vado”. È il mercato, che farci?

L’infedeltà melodica forse è meno grave di quella parlamentare. Intanto i retroscena politici riferiscono da qualche giorno che l’infaticabile premier starebbe pensando di fare un discorso alla nazione per convincere la suddetta dell’imprescindibile necessità del processo breve. C’è chi ci vede già mosse pre-elettorali. O comunque preventive: una squadra che alla prima giornata spalma quattro gol sui sogni di tifosi un po’ intorpiditi, male non farà. E magari i versi struggenti che scimmiottano quelli incantevoli della tradizione (“Dicitencello a ‘sta cumpagna vosta ch’aggio perduto ‘o suonno e ‘a fantasia, ch’a penzo sempe, ch’è tutt’ ‘a vita mia”), faranno dimenticare alle mogli d’Italia le partouze nel lettone di Putin

Del resto le armi mediatiche del 2001 sono state disarmate. Era l’anno di “Una storia italiana”, volumetto agiografico, inviato a milioni di elettori, che mostrava il candidato premier intento a cogliere gigli in giardino e in affettuosi atteggiamenti con la signora Veronica. Oggi, com’è noto, i gigli del prato coniugale sono diventati piante carnivore. E quindi si torna alla fase pop, forse con un po’ di nostalgia per i bei tempi delle crociere, quando ancora ci si poteva fidare degli amici. C’aveva già provato, a metà luglio, con Charles Aznavour: voleva duettare con lui in piazza Duomo a Milano, sei mesi dopo l’aggressione di Tartaglia. Gran colpo mediatico, ma Aznavoice si tirò indietro (a tutto c’è un limite).

Nostalgia canaglia o pre-tattica? “L’album con Apicella diventerà ufficialmente una mossa elettorale quando verrà presentato a Porta a Porta. Per ora, l’uscita radiofonica mi sembra più un messaggio di B. agli opinion leader: io sono sereno”, spiega Carlo Freccero, direttore di Rai 4. “Invece la campagna acquisti del Milan è il segnale che si vota. Gli ultras sono molto arrabbiati con Maroni per la tessera del tifoso. Comprare grandi campioni è una mossa di marketing molto seduttiva, alla riconquista di un elettorato che in questi anni Berlusconi aveva spartito sempre più con la Lega. E attenzione: avrà un effetto non solo nei confronti dei tifosi rossoneri. Ma anche verso tutti gli altri: così lui torna a essere il re dei presidenti. Altro che Moratti o Agnelli, penseranno. Ibrahimovic e Robinho sono perfettamente funzionali al sogno dei tifosi. Mi ricorda la grande campagna degli olandesi: Rijkaard, Van Basten, Gullit”.

 

Giovanni Sartori, raggiunto in Maremma, è più dubbioso sull’equazione mercato-urne in primavera: “Certo è un modo per fare bella figura. Per nuocergli, non gli nuoce di certo. Ma fa parte del personaggio, della sua campagna di visibilità mai interrotta. Comunque, speriamo che questi signori non facciano tanti gol”.
Della stessa idea Marco Belpoliti, saggista e scrittore. “Berlusconi è sempre un personaggio performativo e va letto in termini di segni. I suoi gesti sono tutti politici, anche se non hanno una forma politica. La sua caratteristica principale è che è un poliedro.

Non c’è nessun altro uomo pubblico – e non penso solo ai politici – che abbia così tante facce come lui. C’è l’uomo delle barzellette, il presidente di club, il playboy, il padre di famiglia, lo chansonnier: lui è tutte queste cose insieme. Gli altri sono a una dimensione. Quale messaggio vuol fare passare ora? Io credo che suoni più o meno come: Milan non ti ho dimenticato, sono vivo, sono qui. In fondo – lo dice il proverbio – finché c’è vita c’è speranza. E questo serve ad alimentare il mito della sua immagine. Però è come L’autunno del patriarca di Garcia Márquez. Perché il suo progetto politico non esiste più. Attorno a lui si è squagliato tutto. E qualunque cosa faccia, fa come Sisifo: tutte le volte che porta il masso sulla cima della montagna, il masso rotola giù. Può darsi anche che, se andiamo a elezioni, Berlusconi vinca di nuovo. Ma è uno stare a galla, ne sono convinto”.

da il Fatto Quotidiano del 1 settembre 2010

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