Politica & Palazzo | di Redazione Il Fatto Quotidiano | 1 settembre 2010
Futuro e libertà: Squadristi pdl per contestare Fini. Granata: “No a amnistie mascherate”
Un messaggio comunque che non farà che aumentare la tensione all’interno del Pdl, acuita anche dalle dichiarazioni del finiano Fabio Granata sulla norma in discussione del processo breve: “Sul processo breve non accetteremo mai una norma retroattiva che sarebbe un’amnistia mascherata che cancellerebbe migliaia e migliaia di procedimenti in corso”. Questa la dura presa di posizione, ai microfoni di Cnr media, del deputato del Fli. “E’ un tema questo – ha aggiunto Granata - molto delicato su cui vogliamo discutere e abbiamo il diritto di discutere. Abbiamo il diritto e il dovere di portare avanti le nostre idee. Lo abbiamo fatto con la creazione dei gruppi parlamentari e con Generazione Italia. Agosto ha segnato delle divisioni molto nette. Se tutto questo si trasformerà in un partito dipende dalla nostra volontà, certamente, ma anche da come si evolverà la situazione politica”.
Poi il finiano in un’altra intervista radiofonica, a Radio Radicale questa volta, ha parlato di una data cruciale per quanto riguarda i rapporti in seno al Pdl, quella del 16 di settembre, quando il collegio dei probiviri del Pdl dovrebbe discutere l’espulsione dello stesso Granata, di Briguglio e di Bocchino, anche se potrebbe esserci uno slittamento della data. “Non siamo molto preoccupati della riunione dei probiviri – ha detto Granata – perché non riteniamo possibile che un grande partito possa mettere sotto processo qualcuno perché ha espresso delle opinioni. La questione vera è legata innanzitutto alla espulsione sostanziale di Gianfranco Fini dal partito che ha cofondato. Quella è una questione dirimente, e poi c’è la nostra questione”. Sulle dichiarazioni del parlamentare di Futuro e Libertà è intervenuto Antonio Di Pietro, leader dell’Idv: “I finiani sono di fronte a un bivio perchè devono dimostrare se fanno sul serio o se ci stanno marciando. Il cosiddetto processo breve ha di breve solo la scadenza dei processi in modo che non si facciano i più. La verità è che vogliono assicurare l’impunità ai delinquenti e assicurare il disastro alle parti lese”.





