Se un uomo così basso proietta un’ombra così lunga da coprire l’Italia intera, vuole proprio dire che siamo un paese al tramonto.

Leggendo una poesia di Gian Luca Favetto1 qualche tempo fa, una poesia che parlava delle ombre lunghe dei pigmei, mi è venuta in mente questa frase: un aforisma, una riflessione, una freddura, una banalità o quello che è.

Ogni tanto la dico a qualcuno.

Di solito piace.

Giovedì scorso, ero in spiaggia, mi sono messo a fare una cosa che ogni tanto mi piace fare: scrivere sulla sabbia. Spiano un po’, tolgo la sabbia più asciutta e cerco di livellare la superficie.

Con un rametto, o anche solo col dito, poi, scrivo. Parole isolate, frasi, delle volte inizi di storie, di racconti.

Giovedì scorso, dicevo, una volta spianato un piccolo spazio, più o meno venti per quaranta, ho iniziato a scrivere.

Se un uomo

Cosa stai scrivendo, sento dire da sopra la spalla. E’ Giulio, anni dieci, figlio dei miei amici birrai.

Leggi, gli dico.

Se un uomo…

Con la mano cancello e gli dico, Tieni a mente. Poi continuo a scrivere.

così basso

Così basso, legge Giulio.

Cancello e scrivo.

proietta un’ombra

Proietta un’ambra?

Cancello e scrivo meglio: ombra.

Ombra!

Giusto.

Vado avanti due tre parole alla volta e Giulio legge.

Ogni tanto mi fermo e gli faccio ripetere la frase dall’inizio fin dove siamo arrivati. Qualche parola la devo riscrivere perché subito non si capisce.

Quando mancano solo due parole a completare la frase mi fermo.

Siamo un paese …? Dice Giulio.

A che punto della giornata il sole è in una posizione tale da fare in modo che anche qualcosa di molto basso abbia un’ombra molto lunga? chiedo in modo didascalico.

All’alba.

Che grana: non ci avevo pensato.

(1 “Non hai bisogno di scrutare il cielo / per conoscere la fine / bastano gli occhi a terra / quando vedi arrivare lunghe / le ombre dei pigmei / molto vicino dev’essere il tramonto”; Gian Luca Favetto, da Mappamondi e corsari; Interlinea Edizioni)