Archivio cartaceo | di Flavio Oreglio | 29 agosto 2010
L’imperatore padano “Trota I”
E il granducato di Bollate e Rho
Eppure, di gente armata di forbici, pare che in giro ce ne sia parecchia: La Lega ha spesso minacciato la secessione. Cosa potrebbe succedere? L’altra notte l’ho sognato…è stato un incubo. Era andata in porto l’ipotesi secessione ed era nata la Padania. Il figlio di Bossi, era stato incoronato Imperatore Padano dal Papa nel Duomo di Monza con la corona ferrea, aveva assunto il nome di “Trota I”. Immediatamente dopo la sua costituzione, il nuovo Stato era entrato in crisi perché contro il centralismo di Pontida, le polis padane reclamavano la loro autonomia. Chi la fa l’aspetti. Sull’onda pressante delle riunioni di condominio e dei comitati per l’autodeterminazione rionale, al grido di “Pontida ladrona!”, il Granducato di Bollate e Rho si era alleato con il Regno di Spino d’Adda e la Contea di Orzinuovi chiedendo l’indipendenza.
A Comazzo, un paesino tra Paullo e Lodi si cominciò a costruire il muro di Merlino, mentre il Marchesato dell’Oltrepo pavese chiedeva l’annessione alla potente Confederazione Emiliana. La Padania stava implodendo e per evitare il tracollo, dall’alto della sua cultura conquistata a fatica nelle discoteche longobarde, il Trota tentava di tenere unita la creatura del Padre proponendo una nuova edizione dello Statuto del DJ Albertino… Ma il popolo insorgeva e gridava: autonomia! Autonomia! Autonomia!…. A quel punto mi svegliai di soprassalto. Ero in un bagno di sudore…in casa c’era silenzio, tutti stavano dormendo. L’abat-jour del mio comodino era ancora accesa e illuminava il testo della Costituzione Italiana che stavo leggendo prima di addormentarmi…Quel sogno è stato un insegnamento: quando c’è di mezzo la Costituzione bisogna tenere gli occhi aperti.
Da Il Fatto Quotidiano del 29 agosto 2010





