“Lussi che non ci possiamo permettere”, dice il ministro Giulio Tremonti. “Vincoli che hanno intrappolato il Paese nella scarsa crescita”, li chiama il ministro Maurizio Sacconi. Diritti (per i lavoratori) e sanzioni (per i datori che non li rispettano) sono stati, in questi due anni di governo Berlusconi, al centro di quella che Sacconi ha definito “una poderosa azione di deregolazione”. Risultato: i precari sono più precari di prima, quindi meno inclini a rispettare se diritti e sicurezza non vengono rispettati. Mentre il rispetto delle condizioni minime di qualità del lavoro è affidato più al buon cuore degli imprenditori che alle sanzioni (cancellate o ridotte) previste dalla legge. Ecco quello che è successo in questi anni.

Arbitrato. Il cosiddetto “collegato lavoro” prevede che al momento dell’assunzione i lavoratori si impegnino a ricorrere a un arbitro invece che al giudice in caso di controversie sul licenziamento. E questo comporta minori tutele, entrando in contrasto anche con la Costituzione, tanto che il Quirinale respinge la norma. Entro ottobre dovrebbe essere approvata di nuovo in una versione emendata e ammorbidita.

Dimissioni. Nel giugno 2008, appena insediato, il governo cancella la legge che aveva introdotto una serie di adempimenti burocratici necessari per evitare la brutta abitudine delle “dimissioni in bianco”. Cioè le lettere di dimissioni pre compilate che il datore di lavoro si fa consegnare dal dipendente per usarle, di fatto, come strumento per licenziare anche in assenza di giusta causa.

Ispettori. Nella prima versione della manovra finanziaria 2011-2012 si tagliano i rimborsi agli ispettori del lavoro che vanno in trasferta, che non potranno più usare la propria auto se non pagando di tasca propria. La norma viene ammorbidita quando il decreto della manovra viene convertito in legge.

Precari. Un decreto legge del giugno 2008 introduce nuove deroghe alla regola – già poco efficace – che prevede il limite massimo di 36 mesi per le proroghe dei contratti a termine. Si può derogare al limite anche a livello aziendale, cioè ognuno è libero di fare ciò che vuole.

Presenze. Sono stati cancellati libro paga e matricola e introdotto il libro unico del lavoro. Il nuovo libro unico aziendale, secondo i sindacati, comporta un indebolimento dell’attività ispettiva sia nel contrasto al lavoro nero, sia nella verifica della correttezza e regolarità dei rapporti di lavoro. Il libro può essere compilato entro la metà del mese successivo alla prestazione. Un vincolo che non impedisce la triste abitudine di far risultare assunti i lavoratori soltanto se subiscono incidenti o muoiono al lavoro.

Sanzioni. Nell’agosto 2009 viene abrogata una norma del Testo unico sulla sicurezza. Chi assume in modo irregolare più del 20 per cento del personale presente sul posto di lavoro o non rispetta la disciplina sui tempi di lavoro, sui riposi oppure quella sulla prevenzione degli infortuni, non rischia più la sospensione dell’attività imprenditoriale.

Staff leasing. La Finanziaria 2010 ha reintrodotto il contratto di Staff Leasing. Detto anche “somministrazione a tempo indeterminato” e il cui ambito applicativo è stato ampliato. Nello Staff Leasing il lavoratore rimane “a disposizione” del somministratore anche per i periodi in cui non svolge alcuna attività ricevendo in cambio una indennità di disponibilità.

Voce. Sempre nel collegato lavoro, viene introdotta una novità sui licenziamenti orali: spunta il limite di 60 giorni per impugnarli davanti al giudice. Il rischio è che così un’impresa licenzi il dipendente e, se questo protesta, trovi testimoni compiacenti pronti ad affermare che sono trascorsi almeno 61 giorni dal fatto. Così evita ogni conseguenza.
di Stefano Feltri e Elisabetta Reguitti