Il conto alla rovescia per il rimpasto in Giunta è iniziato. Si profila un autunno caldo per il centrodestra sardo dove i malumori, a parte la recente questione dei “finiani” (rappresentati nell’isola dal consigliere Ignazio Artizzu, che con i suoi 11 mila voti è stato il più votato in assoluto alle ultime elezioni regionali), si registrano già da tempo. È di queste ore la notizia che alla guida del partito potrebbero essere chiamati i parlamentari Bruno Murgia e Settimo Nizzi, considerati (il primo in particolare) uomini di mediazione cui spetterebbe il compito di ricucire gli strappi, evidenti già molto tempo prima che a livello nazionale scoppiasse la crisi con i finiani. Sono due le correnti nel Pdl isolano: quella che fa capo ai presidenti del Consiglio (Claudia Lombardo) e della Giunta (Ugo Cappellacci) e l’altra che ha come riferimento il deputato Mauro Pili, ex presidente della Regione a lungo ritenuto politico di spicco del centrodestra sardo, nonché “pupillo” del Cavaliere. Proprio il forzista Pili, anche di recente, non ha esitato a contestare le scelte della classe dirigente isolana e anche alle ultime elezioni amministrative è andato controcorrente. Tanto che al Comune di Iglesias (città capoluogo del Sulcis, insieme a Carbonia) si è schierato apertamente contro la candidatura dell’uomo indicato dal Pdl, Paolo Fogu. Preferendo sostenere quella di Roberto Frongia (esponente dei Riformatori sardi, che in Regione sono in maggioranza) e di fatto diventando decisivo al ballottaggio per la vittoria del candidato del centrosinistra, Pierluigi Carta, poi sfiduciato perché senza maggioranza in Consiglio comunale. Spaccatura c’è stata anche nella Provincia di Cagliari, dove Piergiorgio Massidda, senatore Pdl e tra i fondatori di Forza Italia si è presentato con un suo schieramento in contrapposizione al centrodestra ufficiale che ha sostenuto Ignazio Farris. Il tutto è poi andato a vantaggio di Graziano Milia, centrosinistra, riconfermato presidente. Calma apparente (per ora) nel centrosinistra, seppure siano noti a tutti i dissapori tra coloro che fanno riferimento all’ex presidente Renato Soru e la componente del segretario Silvio Lai, “incoronato” alla guida del Pd a ottobre dell’anno scorso con una maggioranza schiacciante. Le vecchie ferite della dura sconfitta elettorale (e di quella congressuale) non sembrano ancora sanate, anche perché in tanti avevano sconsigliato la ricandidatura dell’ex governatore, suggerendo l’alternativa Tore Cherchi, uomo di lunga esperienza politica, anche parlamentare, e attuale presidente della Provincia di Carbonia Iglesias.

di Cinzia Simbula