“Berlusconi? E’ peggio di Togliatti. Nel suo Pci, almeno, esisteva il centralismo democratico e all’interno del partito si discuteva. In questo Pdl, invece, siamo arrivati al punto in cui Berlusconi ci chiede di aderire a dei punti programmatici prima ancora di conoscerne il contenuto. Siamo all’interno di un partito padronale, dove l’unica possibilità di espressione, ormai, è dire sì o no”.

Francesco Tatarella, europarlamentare, fratello di Pinuccio – l’abile stratega che traghettò il vecchio Msi da un’opposizione marginale a un ruolo di governo – è un politico d’un certo peso: 92mila preferenze alle ultime europee nella circoscrizione Sud. E sin dal primo istante s’è schierato “senza un solo dubbio” con Gianfranco Fini, sia per motivi personali – “la nostra è una lunga amicizia: eravamo insieme, come dirigenti giovanili del Msi, già nel 1975” – sia per un “ragionamento politico essenziale”: “Fini ha in mente un partito di destra, moderno, plurale, con ampia capacità di dibattito interno”.

Non è l’unico, tra i politici pugliesi, ascrivibile ai cosiddetti finiani, ma ammette senza difficoltà che la truppa è ancora smilza. Tra i nomi noti, con adesione ormai pubblica e quindi ufficiale, possiamo annotare i parlamentari Francesco Divella e Carmine Santo Patarino mentre, in consiglio regionale, l’unico finiano è Giammarco Surico. Per il resto, si stanno mobilitando dirigenti locali senza cariche istituzionali. Tra questi, sempre a Lecce, i finiani danno per sicuro Paolo Pellegrino, ex manager della Asl. Pellegrino e Surico, dice Divella, sono i principali coordinatori provinciali, insieme con Patavino e lo stesso Tatarella.

“Ma non stiamo spingendo più di tanto nel proselitismo”, conclude Tatarella, “saremo più decisi quando saranno chiari il percorso e la tempistica. Al momento non sappiamo ancora se diventeremo un partito. Se dovessimo attivarci per un congresso nazionale cambieremmo radicalmente la strategia di coinvolgimento. Se invece siamo destinati a restare una componente interna al partito, una corrente, ci regoleremmo di conseguenza. Adesso possiamo soltanto aspettare”. E tra chi attende, prima di schierarsi, c’è sicuramente Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce ed ex donna forte della destra nel Salento. Ma cosa stia cambiando, nella politica regionale, è difficile stabilirlo. In concreto, fa capire Costantino Monteleone, si registra soltanto una grande attesa per lo “scontro finale” tra Berlusconi e Fini.

Il Pdl, nel municipio di Bari, conta dieci consiglieri. L’unico a essersi apertamente schierato con Fini è proprio Monteleone: “Più che finiano sono divelliano e da Roma non è arrivata alcuna indicazione per la collocazione nei territori: siamo tutti nel Pdl. Anzi: è arrivata l’indicazione contraria, per ora non deve cambiare nulla. La situazione peraltro è in bilico, arrivano anche segnali di ricomposizione, quindi nessuno si schiera o si sbilancia”. Resta il fatto, come sottolinea Divella, che in Puglia sono nati 70 circoli di Generazione Italia. “Ognuno conta almeno dieci iscritti”, spiega Divella, “e ci stiamo organizzando per l’arrivo di Fini in Puglia, che è previsto per il 22 ottobre”. Fino ad allora non resta che aspettare. Anche se, come sottolinea Monteleone, “questi circoli sono nati spontaneamente su internet e io, personalmente, non ne conosco gli iscritti”. Circoli virtuali, quindi, in un percorso che, almeno in Puglia, di concreto non ha ancora prodotto nulla.

Di Antonio Massari