“In Regione si continua a lavorare”. Sono le parole di Renzo Tondo, presidente della regione Friuli Venezia Giulia, che scongiura possibili ripercussioni locali dopo la rottura tra Gianfranco Fini e il premier Berlusconi. “Se i finiani lavorano bene, non c’è motivo di cambiarli”, dichiarava Tondo qualche settimana fa, rimanendo fedele a Berlusconi. Se il terremoto che ha travolto il Pdl arriverà in Friuli Venezia Gulia lo sapremo dopo la pausa di agosto. Anche il recente incontro tra lo stesso Tondo e i coordinatori regionali del Pdl si è svolto serenamente, assicura il governatore friulano.

Il vicecoordinatore regionale del Pdl, nonché sottosegretario all’Ambiente, è Roberto Menia, che oggi è anche il neo-coordinatore nazionale di Futuro e libertà, la nuova casa dei finiani. Il politico triestino, vicinissimo al presidente della Camera e contrario fin dall’inizio alla fusione tra Alleanza Nazionale e Forza Italia, non ha ancora risolto la questione del doppio incarico. “Nessun problema”, chiarisce il coordinatore regionale del Pdl, il deputato Isidoro Gottardo, confermando gli ottimi rapporti personali. “In regione”, ha ribadito Gottardo, “il partito prosegue la sua normale attività». Per ora, Menia si limita a non firmare più come vicecoordinatore del Pdl.

A Roma, Roberto Menia ha difeso posizioni dialoganti. Lo stesso Silvio Berlusconi, dopo la rottura con Gianfranco Fini, al telefono parla con Menia. Il premier, che lo ha in simpatia, forse rassicurato dalla nota inimicizia con Italo Bocchino, lo avrebbe visto bene come capogruppo della nuova casa dei finiani. A confermare le intenzioni diplomatiche del politico triestino sono le sue recenti definizioni di quanti nel Pdl continuerebbero ad alzare i toni. “Falchetti, guitti e inopportuni”, li ha chiamati, riferendosi certamente ai detrattori di Fini, ma probabilmente anche alle dichiarazioni dei finiani come Granta e Della Vedova, che indeboliscono maggioranza e governo.

Considerate le premesse e visti i protagonisti, per ora il Friuli Venezia Giulia non sembra impensierire la leadership di Berlusconi. Inoltre, da queste parti, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, certe rotture sarebbero un regalo imprudente all’alleato leghista.

di Franz Baraggino