Dopo la paginata apparsa oggi su Repubblica, abbiamo raccolto in sogno il testo della lettera che il segretario del Pd ha voluto inviare a ilfattoquotidiano.it lo ringraziamo e pubblichiamo il suo intervento.

Gentile direttore Peter Gomez,

alla luce degli avvenimenti politici di questo ultimo periodo mi preme precisare determinate questioni che penso siano alla base di un ragionamento da fare con grande chiarezza. Premetto che non voglio fare premesse o preamboli ma venire subito al nodo della questione, pur facendo alcuni opportuni distinguo.

La stagione che il nostro paese si appresta ad affrontare necessita di una presa di posizione forte e determinata da parte nostra, posizione che vado subito a precisare in modo tale che su di essa si possa avviare un dibattito. Il nostro progetto – va detto subito, a scanso di equivoci – si articola su tre punti chiari ed irrinunciabili.

Primo punto. E su questo credo che nessuno possa eccepire o dissentire, perché da sempre si è cominciato e sempre si comincerà con un primo punto o punto 1.

Secondo punto. E’ il momento di dire basta a tentennamenti o dubbi. Non è il caso di star lì a tergiversare con il paese in bilico tra emergenza democratica e crisi economica. La gente vuole posizioni precise e risposte forti su temi come la scuola, gli operai di Melfi, il federalismo fiscale, la nazionale di Prandelli. Ed è ora che queste posizioni vengano espresse con grande chiarezza.

Terzo punto. Se su questi due punti siamo tutti d’accordo, allora inevitabilmente lo siamo anche sul terzo, e ho detto tutto.

Poche, semplici ricette, quindi, ma necessarie per il paese, a patto di non continuare a dilaniarsi con polemiche e divisioni che non giovano a nessuno. Perché stare lì a contarsi in correnti e gruppuscoli quando si potrebbe essere tranquillamente tutti dalemiani? E allora, molliamola lì e andiamo avanti. A me fa piacere che altri pongano la loro candidatura alla guida del partito perché, secondo la teoria di Darwin, l’uomo discende dalle primarie. Ma non è questo il tempo né il luogo. Compattiamoci, uniamoci, poi ci sarà il tempo di ragionare. Per risolvere l’emergenza Italia, siamo disposti a dialogare con chiunque, dalle forze centriste a Mengele, dai delusi del centrodestra al mostro di Milwaukee. Ma senza perdere dignità e coerenza. Agli elettori siamo pronti a proporre La Qualunque: ci dicano che risposte vogliono e noi gliele daremo. Ma lo facciano subito, ora, che poi sennò è troppo comodo dire che è colpa nostra.

Su queste basi, credo che potremo scrivere insieme una nuova pagina di questa democrazia.

Cordiali saluti,

Pierluigi Bersani