Tutto vale. Tutto si legittima sull’altare della crisi di governo. E allora in questa estate surreale sul tavolo della politica italiana può capitare, come capita, che Famiglia cristiana imbracci il carabina, salga sulle barricate, lanciand0 parole, che in tempi non sospetti sarebbe state tacciate di partigianeria comunista. “Berlusconi – si legge nell’editoriale del settimanale cattolico – ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate, qualora il piano dei cinque punti non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento , non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai formalismi costituzionali. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla sovranità popolare che finora lo ha votata”. E via con il primo colpo. Miccia accesa. Fuoco alle polveri. “La Costituzione – prosegue l’articolo – in realtà dice: la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Berlusconi si ferma a metà della frase, il resto non gli interessa, è puro formalismo”.

Qualcosa di simile lo aveva detto la sinistra, ma tempo fa, ora il Pd sceglie il basso profilo. E quindi ecco ancora la rivoluzionaria Famiglia cristiana  “La situazione politica italiana è assolutamente unica in tutte le attuali democrazie, in Paesi dove la questione del potere, attraverso cento passaggi teorici e pratici è stata trattata in modo che si arrivasse a sistemi bilanciati, in cui nessun potere più arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione”, prosegue l’editoriale. E sul “berlusconismo”, il settimanale dei paolini sostiene: “Se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il “metodo Boffo”. Tradotto: “Chi dissente va distrutto”.

Apriti cielo. Ecco i nuovi comunisti. E come da prassi scendono in campo e abriglia sciolte i colonnelli di Berlusconi. Il coordinatore azzuro Sandro Bondi, ad esempio. “Soprattutto come cattolico provo sentimenti di sconcerto e di disgusto dopo aver letto l’editoriale del direttore di Famiglia Cristiana”. Oppure c’è Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali che definisce “pornografico” l’editoriale di Famiglia Cristiana.