I puntini rossi continuano ad aumentare. Prima lentamente, poi sempre più rapidi. In uno stillicidio che i blogger hanno paragonato al “vedere al rallentatore uno schianto in macchina”. È questa la snervante sensazione che si ha osservando un video che ha innescato il dibattito tra gli esperti militari – ma anche il pubblico comune – negli Usa. Realizzate da Mike Dewar, ricercatore di fisica e matematica applicate alla Columbia University, e da Drew Conway, studente di scienze politiche alla New York University, le immagini mostrano graficamente quanto la situazione della sicurezza in Afghanistan si stia deteriorando. O – per usare le parole dell’intervista del New York Times al generale David Petraeus, che ha preso il comando delle operazioni nel Paese asiatico – quanto “quasi ogni aspetto della guerra stia andando male”.

Le immagini mostrano gli scontri a fuoco, gli incidenti, gli attacchi e le imboscate avvenute in Afghanistan contro le truppe della coalizione tra il 2004 e il 2009. La fonte sono gli oltre 90mila file “segreti” resi pubblici dal sito Wikileaks poche settimane fa. “Quelle informazioni erano talmente tante che la gran parte della gente non ne ha cavato, praticamente, alcuna conoscenza”, ha detto Conway al sito Danger Room. “Una visualizzazione grafica è molto più efficace”. In ogni secondo del video sono visualizzati gli “eventi” di 10 giorni. Più il colore dei pallini diventa scuro, più “attacchi” ci sono stati: il limite scelto dai creatori del video è di “sessanta eventi al giorno: ma in molti casi si sono registrati ben più di 60 attacchi al giorno in una regione”.

Il risultato è chiarissimo. I talebani stanno guadagnando terreno – o quantomeno attaccando – su ogni fronte. Se nel 2004 gli assalti erano limitati, in prevalenza, alla zona orientale, nel 2006-2007 si sono diffusi sempre più. E ora riguardano, di fatto, ogni zona. Il tentativo talebano, in particolare, è quello di riprendere il controllo rendendo impossibile la circolazione nell’ “anello” che compone la maggiore arteria stradale del paese – e dunque rendendo velleitaria ogni forma di controllo da parte del governo centrale su villaggi tenuti staccati l’uno dall’altro.

Il grafico è preoccupante anche per il contingente italiano nel Paese: i pallini rossi si avvicinano e intensificano molto anche ad Heart, nell’ovest, sede – insieme a Kabul – dei 3.790 soldati presenti in Afghanistan. Come scritto nel sito del ministero della Difesa (che peraltro si “dimentica” di inserire, tra i caduti nella missione in Afghanistan, il primo maresciallo Mauro Gigli e il caporalmaggiore capo Pierdavide De Cillis,uccisi in un’operazione di sminamento il 28 luglio scorso: forse l’aggiornamento della sezione “incidenti e caduti” è fermo per ferie?), la missione Isaf ha tra I suoi compiti quello di assistere il governo afghano a “estendere il controllo del governo su tutto il Paese”. Il video mostra – in modo netto – che l’obiettivo è ancora lontano. E che i pericoli, anche per i soldati italiani, sono in costante avvicinamento.