Eccelse, le tette di Marina Berlusconi. Parrebbero (ma certamente non sono) boccioli di silicone perfettissimi. E quel pancino piatto, quasi incavato? Un successo della laboriosità addominale. Per non parlare dei glutei: autentici cuscinetti naturali, benedetti da un rapporto adipe/muscolo da maratoneta. Mi ha commossa vedere la fotografia della giovane donna ( giovane come i giovani che si portano adesso: sopra i 40, ai miei tempi, eravamo già passatelle), primogenita dell’Imperatore, nell’intimità. Quegli scatti rubati dopo ore di posa sono un gesto di generosità verso i sudditi. Hanno voluto disturbarsi per noi, i Berlusconi, ed esporre le loro carni al popolo sovrano. E’ così che si sottopone a giudizio una famiglia imperiale (il popolo sarà sovrano, ma l’imperatore vale di più): guardate quanto siamo belli. Marina si è immolata per incarnare, eroicamente, l’ideale femminile unico che le consente un accesso all’Edipo: la superf… di papà, bionda ‘gnuda e veliniforme. E’ così che si portano le figlie. E i nipotini? Tutti sulle ginocchia del premier, a consentirgli di recitare l’unica parte da vecchio per lui tollerabile: nonno di qualcosa di biondo.

E’ stato bello poter godere di tanti reperti fotografici della Vacanza Invidiabile per eccellenza, senza dover subire lo stupore imbarazzato dell’edicolante, comprando Chi, l’unica droga pesante che si può spacciare senza finire in galera. E’ stato sufficiente, come d’abitudine, acquistare la Repubblica. E ce la siamo goduta anche noi, la parata di corpi sacri. Abbiamo potuto leggere frammenti di prosa sublime: Marina, ben pettinata, con il suo piccolo chignon sulla nuca, è stata definita ”selvaggia bellezza”, cantata come “Galatea, la più bella delle Nereidi” (e chi sono, si chiede il consumatore abituale della droga tabloid , in che trasmissione ballano?). Abbiamo avuto informazioni democratiche: nonno e nipotino hanno consumato due coni alla fragola e non una coppetta d’oro zecchino, un passatempo che non esclude nemmeno la vasta comunità dei consumatori abituali.

Per quanto riguarda noi, noi che leggiamo la stampa quotidiana, devo dire che è stato bello, riposarsi dal piombo deprimente delle notizie, contemporaneamente fatue e drammatiche che hanno segnato questa estate da dimenticare. E’ stato bello poter guardare anche noi le figure. Noi non–lettori di rotocalchi sulle Vite dei Ricchi&Famosi. E’ stato bello sapere che l’imperatore è “in splendida forma e di ottimo umore”. Bello e rassicurante: ci sentiremo tutti molto meno in colpa, quando, a ottobre, esprimeremo in piazza la nostra meditata decisione, la nostra robusta volontà, la nostra missione possibile: levarcelo di torno. Restituirlo alle gioie della sua magnifica famiglia. Ai gelati dei nipotini, alle tette delle figlie.