Gitarella fuori porta per Marcellino Dell’Utri, che il 14 agosto ha aderito a “Ferragosto nelle carceri”, iniziativa promossa dai Radicali per monitorare le condizioni di vita dei detenuti e il rispetto della legalità nelle carceri italiane.

Mentre Silvio si rilassava tra le palme di villa Certosa coi suoi pargoli e i suoi più fidi amici, mentre Maroni, con l’ineffabile spalla Alfano, effondeva a Palermo proclami sulla lotta del governo contro la mafia (omettendo però quella contro le cucine Scavolini), mentre il ministro per la finzione pubblica Brunetta, presumibilmente sotto i malefici effetti di un colpo di sole, intonava un’apologia dell’economia italica, l’irriducibile fan di Benny e di Mangano ha perlustrato le celle della casa circondariale di Como. Forse per cercare un altro eroe, forse per scovare un candidato per le future elezioni.

Ma non è tutto. C’è un altro esponente eccellente della famiglia di Silvio ad aver partecipato alla mini-vacanza al fresco: nientepopodimeno che Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl in Campania ed ex sottosegretario all’economia, che invece ha scelto il penitenziario di Secondigliano.

Con grande sollievo del PDL la permanenza di Dell’Utri nel gabbio comasco ha avuto una durata irrisoria, scongiurando così il temutissimo scoperchiamento del vaso di Pandora. Come dimenticare, a riguardo, lo sfogo bruciante di Marcellino, subito dopo la sua condanna in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa (“Se per esempio io dovessi farmi quattro anni di carcere…se io dovessi farmeli…beh, io non so… non so, se riuscirei a stare zitto… come ha fatto Mangano…”)?

Ma queste sono solo inezie. I Radicali plaudono la nobile filantropia di Marcellino, Rita Bernardini si dichiara entusiasta e difende con piglio combattivo il senatore del PDL contro le parole di Mauro Palma, presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa. Palma, che è anche fondatore e presidente onorario dell’associazione “Antigone”, aveva chiesto di «evitare di includere nel gruppo di autorevoli visitatori coloro che, stando alle sentenze, potrebbero esservi ospitati».

La replica della Bernardini è stata lapidaria e sferzante: «Al campione di garantismo, di legalità, di rispetto delle regole Mauro Palma, autorevole Presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa, che ci chiede di evitare di includere nel gruppo di parlamentari coloro che, stando alle sentenze, potrebbero esservi ospitati, mi sento di rispondere: “grazie, grazie, grazie a Marcello Dell’Utri”, che ha accolto l’invito di tutti i capigruppo della Commissione Giustizia della Camera, i quali non si sono sognati di escludere alcuno fra coloro che in base all’articolo 67 dell’Ordinamento Penitenziario hanno la prerogativa di effettuare visite nelle carceri senza dover essere autorizzati. Sono convinta che il sen. Dell’Utri farà un ottimo lavoro di sindacato ispettivo, come accadrà per gli oltre 200 parlamentari di tutti i gruppi politici che sotto ferragosto visiteranno gli oltre 200 istituti penitenziari dove detenuti e personale sono sottoposti in modo continuativo a trattamenti disumani e degradanti».

Risposta non altrettanto battagliera è stata fornita da Dell’Utri ai microfoni di Radio Radicale durante un’intervista radiofonica condotta da Paolo Martini. Si parla dell’iniziativa, si invocano l’indulto e addirittura l’amnistia (e a riguardo un mese fa è stato presentato dal senatore PDL Luigi Compagna proprio un disegno di legge di concessione di amnistia e di indulto), ma alla domanda posta da Paolo Martini circa l’invito di Mauro Palma, il nostro smarrisce la bella flessibilità del suo elegante eloquio e si impantana in una babele di balbettii, rumorismi, farfugliamenti, da cui un timpano attento riesce a filtrare soltanto un flebile “sono cose così insignificanti”.

Una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa è effettivamente una “cosa insignificante”. Dopo “Mangano è un eroe” e “Mussolini era troppo buono”, quest’altra gemma di sapienza socratica va ad impreziosire la strampalata “citazioteca” di Marcellino.