Fini querela Il Giornale di Paolo Berlusconi. “Quanto pubblicato oggi da Il Giornale è l’ennesima dimostrazione di un delirio diffamatorio”  è quanto ha dichiarato il portavoce del presidente della Camera, Fabrizio Alfano, “Pur di denigrare il presidente Fini, Feltri propone ricostruzioni fantasiose basate su improbabili racconti di personaggi – continua Alfano – che si celano dietro l’anonimato: in questo modo la calunnia diventa notizia, e la realtà un dettaglio trascurabile. Il tribunale accerterà la grave diffamazione, e il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti la violazione delle regole deontologiche”.

Il Giornale da parte sua conferma tutto riguardo l’articolo pubblicato oggi su Fini ed Elisabetta Tulliani che, come riportato anche da Il Fatto Quotidiano, comprarono i mobili per la casa di Montecarlo in un mobilificio alle porte di Roma. Un comunicato diffuso dal quotidiano di proprietà di Paolo Berlusconi, aggiunge inoltre che domani saranno pubblicati: contratti, fatture e nomi e cognomi di ‘testimoni che smascherano le bugie di famiglia’. Vittorio Feltri inoltre in un suo editoriale, scrive: “Fini e la Tulliani hanno arredato il quartierino scegliendo e acquistando in un negozio di Roma i mobili che poi sono stati spediti a Montecarlo. Abbiamo recuperato la fattura della cucina e di altri arredi e – continua Feltri – raccolto la testimonianza dell’uomo che ha trattato l’affare direttamente con la coppia”.

E sul fondo di Feltri torna anche FFwebmagazine, il periodico online della Fondazione Fare Futuro di Fini, “Leggetevi bene l’editoriale di oggi di Vittorio Feltri: è un passaggio importante. Ma non per l’ennesima ‘rivelazione’ sui cinquanta metri quadri di Montecarlo, quanto per il senso complessivo – riporta il magazine – della riflessione del direttore del Giornale. Che è, in sostanza, una ‘sterzata’. Insomma la vera notizia è che Vittorio Feltri smentisce se stesso. E mentre lo ‘scandalo’ monegasco viene derubricato a questione di galateo, i riflettori del Giornale tornano ad accendersi sullo scandalo vero, sul peccato originale di Fini e dei finiani, sul vero cuore della questione: la colpa del dissenso”.