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Parola al Copasir

Finiani spiati, Briguglio annuncia che chiederà al Comitato di controllo sugli 007 di riunirsi

Cosa farà ora il Copasir, il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti presieduto da Massimo D’Alema? Le dichiarazioni rilasciate al Fatto dall’onorevole finiano Carmelo Briguglio, membro del comitato, esigono un seguito istituzionale. Briguglio ha esplicitamente parlatao di “parlamentari del gruppo Futuro e Libertà spiati e filmati da pezzi deviati dei servizi”.

Se non si vuole ridurre la questione a una guerra per bande all’interno dell centrodestra, Briguglio – che ne ha la titolarità – dovrebbe chiedere formalmente al Copasir di riunirsi e discutere, magari convocando il presidente del Consiglio Berlusconi (che peraltro, più volte invitato a chiarire la questione della “lista Pio Pompa”, non ha mai ritenuto opportuno presentarsi).

E questa sembra essere la sua intenzione: “Chiederò formalmente la convocazione del Copasir – dichiara il deputato Fli – perché è la naturale prosecuzione di un discorso già in atto”. Il riferimento è all’audizione già effettuata del capogruppo finiano a Montecitorio Italo Bocchino che, lo scorso aprile, ha denunciato alla Procura di Reggio Calabria di aver subito minacce telefoniche, fatti che sono stati esaminati anche dal Comitato di controllo sugli 007. Sul fatto che ci siano – e quali siano – i nuovi elementi, Briguglio glissa: “L’ordine del giorno verrà discusso alla ripresa dei lavori parlamentari”. Chiederà l’audizione di Berlusconi? “Vedremo – è la risposta – in ogni caso il presidente, più volte invitato, non si è mai presentato”.

D’Alema alla finestra
“Ben venga la decisone di Briguglio – è l’opinione di Giuseppe Caforio, membro Idv del Copasir – l’iniziativa è sua, nessuno avrebbe potuto sostituirsi a lui. Se ha elementi nuovi da portare alla nostra attenzione, non ci metteremo di sicuro di traverso. Ed è un bene che ciò avvenga, altrimenti sarebbe stato legittimo sospettare di dichiarazioni ad uso esclusivo di lotta politica”. E non avrà ragione di mettersi di traverso neppure Massimo D’Alema che, in quanto presidente, avrebbe potuto prendere l’iniziativa ma – stando a quanto trapela – non avrebbe avuto intenzione di farlo, perché formalmente non tenuto.

Quagliariello: “Se sa, parli”
Che la questione “spionaggio dei finiani” avrebbe potuto avere un seguito istituzionale si era già intuito nel pomeriggio. Il calcio d’inizio lo aveva dato Gaetano Quagliariello, anch’egli membro del Copasir: “Si puo’ anche non gradire o non approvare un’inchiesta giornalistica – scrive in una nota il vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato – ma ‘buttarla in caciara’ screditando le istituzioni e soprattutto confondendo le carte con vicende ben più lontane nel tempo e che con le polemiche attuali non hanno nulla a che vedere, non è un comportamento serio e non fa onore a chi se ne rende responsabile. Se l’onorevole Briguglio- prosegue – ha altre informazioni da riferire, oltre a quelle di cui il competente organismo parlamentare è stato investito da mesi, le comunichi al Copasir di cui è autorevole componente. In caso contrario – conclude – quantomeno per rispetto all’organismo di cui fa parte, sottragga la sua voce al coro dei professionisti del depistaggio per i quali è un classico agitare il fantasma dei ‘servizi deviatì’ al fine di intorbidire le acque e sviare l’attenzione”

Immediata la replica di Briguglio: “Il senatore Quagliariello dovrebbe sapere che ho parlato a lungo e in più occasioni al Copasir in merito a deviazioni di pezzi dei Servizi e c’è stata anche un’audizione del collega Bocchino che ha riferito circostanze dettagliate su cui ci sono indagini in corso. Ho parlato – continua Briguglio – anche di recente di preoccupanti anomalie in merito alla permanenza nei Servizi di uomini dell’intelligence inquisiti per reati gravissimi. Tornerò sull’argomento molto presto, perchè ciascuno, Governo in testa, deve assumersi le proprie responsabilità. All’amico Quagliariello suggerisco, senza spirito polemico, maggiore attenzione e partecipazione “.

Dunque nessuna pax dopo la minaccia di riaprire antiche questioni come quella dell’acquisto da parte di Berlusconi di Villa San Martino ad Arcore grazie ai buoni uffici di Cesare Previti in risposta all’offensiva su Fini per la casa di Montecarlo. Briguglio è stato chiaro, tornerà sull’argomento (quindi chiederà la convocazione del Copasir) e chiama in causa il Governo, chiamato “ad assumersi le proprie responsabiltà”

Da il Fatto Quotidiano del 13 agosto 2010

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