Ci sono immagini che non ti aspetti in America. Non certo in quella ricca un po’ hollywoodiana, ma, purtroppo, reali in un paese ancora pesantemente flagellato da una crisi economica che sembra non avere fine. Così, non stupisce (ma impressiona) assistere a ciò che è accaduto ieri a East Point (poco distante da Atlanta) dove una folla inaspettata di persone si è accalcata in un mall subito fuori città per compilare i moduli per gli aiuti federali destinati all’abitazione.

Le circa 10mila persone attese (già un numero considerevole) si sono, inaspettatamente, trasformate in oltre trentamila, con inevitabili incidenti, anche gravi. Almeno 20, infatti, i ricoverati nei vicini ospedali per le conseguenze della calca o per evidenti sintomi di soffocamento. Molti altri, invece, sono stati soccorsi sul posto dai vigili del fuoco e dal personale medico, soprattutto per problemi connessi al caldo. Fortunatamente, per nessuno di loro ci saranno conseguenze gravi e sono già tutti rientrati nelle loro case.

Va detto, infatti, che fra la marea di persone che si è assiepata nello spazio del parcheggio del centro commerciale c’erano molte famiglie, compresi bambini e le domande di supporto sottoscritte ieri sono state 13mila, circa tremila in più di quelle già preventivate. E la situazione avrebbe potuto diventare peggiore se non fosse stato per l’intervento immediato delle forze dell’ordine che non hanno effettuato nessun arresto ma, piuttosto, hanno cercato di portare sollievo in una situazione che loro stessi hanno definito come “ordinata al massimo delle possibilità, data la situazione”.

Kim Lemish, direttore dell’Housing authority, di fronte a quanto accaduto ieri ha detto che “spezza il cuore prendere atto di ciò che l’economia ha prodotto nel nostro paese”. Basti pensare che per raccogliere le 13mila richieste di sostegno, ci sono volute circa tre ore ma, secondo il direttore, ci vorranno almeno dieci anni affinché si possa davvero arrivare al fondo della lista e offrire a tutti l’aiuto richiesto. A East Point, infatti, le circa 200 unità di abitazioni “popolari” disponibili, sono già occupate e esiste anche una lista di attesa che non lascia molte speranze per nuovi, prossimi, inquilini. La cittadina della Georgia ha raggiunto un tasso di disoccupazione pari al 10.8% a fronte della media nazionale del 9.5%.

E così le immagini che da ieri sono state diffuse da tutti i telegiornali, siti web e riprese anche da diversi show, hanno avuto, spesso, uno stesso, univoco, desolato commento. “Ma questa è davvero l’America?”