Archivio cartaceo | di Simone Ceriotti | 12 agosto 2010
Laurea honoris causa a Umberto Bossi?
Ci pensa l’amico medico, rettore a Varese
Renzo Dionigi, chirurgo e numero uno dell'università dell'Insubria, già iscritto alla massoneria, è pronto ad accogliere la proposta di Mariastella Gelmini (sua paziente) per il riconoscimento al leader lumbard
A dire il vero, se fosse dipeso da lui, avrebbe provveduto molto prima: già due anni fa, interpellato sulla possibilità di laureare il leader padano, Dionigi lasciava intendere di non essere affatto contrario: “Se qualche facoltà lo propone…”. Evidentemente i presidi del suo ateneo non raccolsero l’invito e la questione finì nel dimenticatoio. Così, nei 12 anni di vita dell’ateneo varesino-comasco, ci si è dovuti “accontentare” di vedere sfilare lo stato maggiore leghista in tutte le cerimonie universitarie, con ministri, sottosegretari e parlamentari in prima fila ad ogni inaugurazione dell’anno accademico. I big del partito hanno anche dato vita alla “fondazione insubrica amici di Carlo Cattaneo”. Bossi ne è presidente onorario. E Renzo Dionigi è tra i soci fondatori. Insomma, le occasioni per rafforzare il sodalizio tra Lega e ateneo non mancano. Ma la laurea al Capo, nell’università di casa, sembrava davvero un sogno proibito. Solo i fan più accaniti di Bossi, come l’attuale capogruppo leghista alla Camera Marco Reguzzoni o il presidente della provincia di Varese Dario Galli avevano provato, nel 2006 e nel 2009, a prendere carta e penna per sollecitare “l’indispensabile riconoscimento accademico all’uomo politico più significativo degli ultimi 30 anni”. Niente. I professori dell’Insubria non ne volevano sapere e non proponevano quel nome.
Tutto è cambiato la scorsa settimana, grazie alla provvidenziale telefonata a Dionigi di un’altra illustre paziente del chirurgo-rettore: il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: “Se c’è uno che merita la laurea”, ha detto, “è proprio Bossi”. Non stupisce che il ministro abbia telefonato personalmente al numero uno dell’ateneo dell’Insubria. E non solo per ragioni “cliniche”. Da aprile Dionigi fa parte di un gruppo ristretto di saggi che tiene i contatti tra il mondo della ricerca e quello della sanità. Di fatto, un super consulente della Gelmini. Che i due fossero in sintonia si era capito anche dal fatto che un anno fa il rettore varesino fu tra i pochi accademici a sostenere la proposta di riforma universitaria. Alla fine i buoni rapporti tra ministro e rettore hanno giovato anche a Bossi. La decisione sulla laurea honoris causa verrà discussa dal senato accademico dell’Insubria, che si annuncia diviso e battagliero. Non solo su questa vicenda. Da mesi le polemiche infiammano le scelte interne dell’ateneo, in particolare sulla gestione delle risorse e dei finanziamenti. Troppo sbilanciati, secondo alcuni, a favore di Varese e a scapito di Como. E con un occhio di riguardo per amici e parenti.
Nel marzo 2009 i docenti di Como hanno protestato proprio nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico. “L’intera sede comasca”, hanno scritto, “riceve quanto il singolo progetto del professor Gianlorenzo Dionigi, figlio del rettore e associato presso la facoltà di Medicina di Varese. E meno del singolo progetto della professoressa Storti, che è docente a Milano e non all’Insubria”. Claudia Storti, per la cronaca, è autrice di un libro proprio con Dionigi. E pensare che, solo un anno fa, il rettore illustrava così la sua idea di meritocrazia: “E’ un principio che si è spesso tradotto nell’esatto opposto. Generando situazioni paradossali”. Paradossi, appunto. Come quello del figlio associato nella stessa facoltà del padre-rettore. Oppure quello del figlio del rettore vicario Giorgio Conetti, che figura tra i ricercatori della facoltà di Giurisprudenza, la stessa in cui insegna il padre. I dirigenti leghisti, intanto, sono impegnati a immaginare il leader con toga, tocco e corona d’alloro. Il laureando, però, prende le distanze: “Tutte stupidaggini”, dice Bossi. “Avrei potuto fare il medico, studiavo a Pavia ed ero anche bravo. Invece ho scelto la Lega”. E chi figurava tra i docenti del senatur a Pavia? Sempre lui, il professor Renzo Dionigi.
Da Il Fatto Quotidiano del 12 agosto 2010
Sul sito del quotidiano “La Provincia di Varese” il sondaggio sull’opportunità di una laurea honoris causa a Umberto Bossi





