Le vacanze hanno svuotato i palazzi della politica. Ma la tensione nelle file del centrodestra non accenna a diminuire: una nuova polemica tra Pdl e finiani si è innescata sulla richiesta di Italo Bocchino di cambiare i coordinatori del partito.

Il capo del nuovo gruppo finiano Futuro e libertà per l’Italia ha chiesto al Cavaliere un cambio al vertice del Pdl: “Non sappiamo se Berlusconi riuscirà a far dimettere Verdini, La Russa e Bondi – ha scritto Bocchino sul sito della sua associazione Generazione Italia – va però detto che questa mossa cambierebbe in meglio il partito e renderebbe più facile il dialogo”. Via dunque i “falchi” per puntare magari su “tre colombe” come Angelino Alfano, Giorgia Meloni e Maria Stella Gelmini.

Bocchino ha quindi definito la condizione da cui partire perché i finiani trattino sui quattro punti di programma proposti da Silvio Berlusconi: federalismo, fisco, Sud e giustizia. Le parole del capogruppo di Fli sono poi una risposta al ministro della Giustizia Angelino Alfano che in un’intervista al Corriere della Sera ha messo in chiaro come la “prova del fuoco della maggioranza” si giocherà su giustizia e processo breve: “Se ci sarà intesa su questi argomenti si potrà andare avanti, viceversa se non ci sarà l’intesa, o se essa, pur siglata in Parlamento, non dovesse funzionare, si tornerà al popolo”.

Tra i coordinatori del Pdl, a commentare la richiesta di Bocchino è stato Sandro Bondi: “Ciò che solitamente afferma l’onorevole Bocchino ha il sapore della provocazione, come conferma anche la sua ultima dichiarazione”, ha detto il ministro alla Cultura, che però ha assicurato: “Non sarò certamente io a frappormi, così come gli amici Verdini e La Russa, ad un ulteriore rinnovamento del partito quando sarà il momento”. Più dura la reazione di Osvaldo Napoli, vice capogruppo del Pdl alla Camera: “ Non so se Bocchino se n’è accorto, altrimenti glielo diciamo noi, ma lui sta dando suggerimenti in casa d’altri. Cosa che non solo non è apprezzata, ma che rischia di approfondire il solco tra il Pdl e il nuovo gruppo finiano”. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ha invece tagliato corto: “In questa fase restano i tre coordinatori”.