Due ore e mezza di audizione davanti ai giudici che indagano sulla nuova P2. Poi all’uscita dalla procura di Roma, il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha mostrato il pollice alzato ai fotografi e ha dichiarato: “Sono stato audito come testimone”. Il governatore non è voluto entrare nel merito dell’atto istruttorio, che si è tenuto davanti al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al sostituto Rodolfo Sabelli: “Mi sono state rivolte domande – ha dichiarato – su fatti di cui potessi essere a conoscenza. Non è mia intenzione rompere il segreto istruttorio”.

Formigoni è stato sentito come teste dell’inchiesta sulla nuova P2, la presunta associazione segreta di cui avrebbero fatto parte Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, tutti e tre già finiti in carcere. In particolare il presidente lombardo dovrebbe aver dato spiegazioni sulle presunte pressioni compiute dal gruppo sulla Corte d’Appello di Milano per far accogliere il ricorso presentato dopo l’esclusione della lista elettorale “Per la Lombardia” che faceva capo a Formigoni stesso e che era stata esclusa dalle ultime elezioni regionali.

Intanto 30 parlamentari del Pd e dei Radicali hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere conto al Governo del comportamento tenuto sulla vicenda dell’esclusione e successiva riammissione della lista. Nel documento vengono ripercorsi diversi episodi: le conversazioni telefoniche tra il presidente Formigoni e gli esponenti della nuova P2, le dichiarazioni del ministro La Russa che si recava fisicamente presso gli uffici della Corte d’Appello, le accuse del governatore a Radicali e giudici di aver ordito delle “manovre” ai suoi danni, la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano, l’approvazione del Decreto “salva liste” e la riammissione di Formigoni da parte del Tar. I Parlamentari del Pd e dei Radicali definiscono “grave” il fatto che “organi di vertice di pubbliche istituzioni al fine di vincere una causa, si affidino a manovre e contatti informali di vario genere e che organi istituzionali facciano pressioni per ottenere ispezioni contro magistrati che abbiano emesso giudizi a loro non favorevoli”.